CUNEO - Da Cuneo a Lecce: il Centro DAN dell’ASL CN1 presente al Festival Pe(n)sa Differente

Presentato al convegno nazionale sui disturbi alimentari e l’obesità il poster “Ridare significato al movimento”, sviluppato dall’équipe cuneese insieme ad A-Fidati, Comipa e Bisalta Vita

Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Il poster Ridare significato al movimento
L'équipe del Centro DAN - Foto di Veruska Verista dell’ASL CN1
L'équipe del Centro DAN - Foto di Veruska Verista dell’ASL CN1
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista
Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista

Monica Fissore 24/06/2026 12:25

Dal 18 al 20 giugno Lecce ha ospitato il convegno nazionale ECM del Festival Pe(n)sa Differente, appuntamento ormai centrale nel panorama italiano dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) e all’obesità. L’evento, ospitato al Polo BiblioMuseale e organizzato da Salomè OdV e Big Sur con la collaborazione di ASL Lecce e numerosi partner scientifici, ha riunito professionisti, ricercatori e clinici provenienti da tutta Italia per fare il punto sullo stato dell’arte nella prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi alimentari e dell’obesità. Tra le realtà presenti all’incontro nazionale anche il territorio cuneese, rappresentato dall’équipe del Centro DAN dell’ASL CN1, diretta dalla dottoressa Anna Maria Pacilli, psichiatra psicoterapeuta del Dipartimento di Salute Mentale, che ha partecipato alla sessione poster presentando un contributo scientifico dal titolo “Ridare significato al movimento: l’importanza della dimensione ludica e collettiva nel trattamento dei DNA”. Un progetto nato a Cuneo: il movimento come risorsa terapeutica Il lavoro presentato a Lecce racconta un’esperienza concreta sviluppata sul territorio cuneese grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL CN1, l’associazione A-Fidati, Comipa e Bisalta Vita. L’idea nasce da una riflessione importante: per molti anni l’attività fisica è stata osservata con cautela nel trattamento dei disturbi alimentari, soprattutto per il rischio che potesse trasformarsi in comportamento compulsivo. Le più recenti evidenze scientifiche suggeriscono però che, se inserito all’interno di un percorso strutturato, il movimento possa diventare uno strumento terapeutico capace di favorire benessere psicologico, relazioni sociali e una percezione più equilibrata del proprio corpo. Partendo da queste considerazioni, il Centro DAN ha sviluppato un percorso di movimento consapevole, affidato alla guida del docente di Scienze Motorie Gian Maria Cherasco e rivolto ai giovani seguiti dal servizio. Le attività si svolgevano nel periodo post-prandiale (dopo i pasti) e avevano l’obiettivo di riportare il movimento alla sua dimensione più autentica: anziché uno strumento per consumare calorie o controllare il peso, diventava un’occasione di gioco, relazione e conoscenza del proprio corpo. Quarantotto sessioni tra attività indoor e outdoor Nel corso del 2025 sono state realizzate 48 sessioni di esercizio fisico collettivo, che hanno coinvolto pazienti affetti da anoressia nervosa e binge eating disorder. Le attività sono state organizzate sia all’aperto, nelle aree verdi limitrofe alla struttura, sia all’interno della “Yurta”, spazio realizzato dal Centro Diurno di Cuneo e già utilizzato per iniziative di promozione della salute, educazione ambientale e benessere psicofisico. L’intervento si è concentrato su due obiettivi principali: da un lato aiutare i partecipanti a superare l’ossessione del controllo, spostando l’attenzione dal conteggio delle calorie al piacere del gesto motorio e alla scoperta del funzionamento del proprio corpo; dall’altro favorire la risocializzazione attraverso il gioco e lo sport, utilizzati come strumenti per facilitare l’interazione e la costruzione di relazioni positive. Il valore del “fare insieme” I risultati osservati dall’équipe hanno evidenziato come la componente ludica rappresenti un elemento fondamentale per favorire l’adesione al trattamento. Attraverso il gioco e il movimento condiviso, i partecipanti hanno potuto vivere il proprio corpo non come un oggetto da giudicare, ma come uno strumento di relazione con gli altri. Le conclusioni del progetto sottolineano infatti come un approccio ludico e collettivo possa contribuire al recupero della persona sotto molteplici aspetti — fisiologico, psicologico e sociale — promuovendo una migliore qualità della vita e una percezione corporea più integrata e meno patologica. Il tema del festival: “Abitare il limite” L’edizione 2026 del Festival Pe(n)sa Differente si è svolta sotto il titolo “Abitare il limite”, un invito a ripensare il corpo, la salute mentale e la cura non come superamento forzato dei confini, ma come capacità di sostare nelle zone di fragilità e trasformazione. Giunto alla diciannovesima edizione, il festival continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale per il confronto tra professionisti, ricercatori, associazioni e cittadini, creando un ponte tra scienza, arte, educazione e partecipazione civica per contrastare stigma, discriminazioni e stereotipi legati al corpo e al peso. Nel corso del convegno gli esperti hanno ribadito come obesità e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione costituiscano una delle sfide più complesse per la sanità pubblica contemporanea. Tra i temi affrontati figurano le alterazioni dei sistemi di regolazione dell’appetito e della ricompensa, la disregolazione emotiva, l’influenza dei media digitali nella costruzione dell’immagine corporea, i concetti emergenti di food addiction e food noise e le nuove prospettive terapeutiche e farmacologiche. Particolarmente apprezzata anche la sessione “Rising Stars 2026 – Abitare la ricerca”, dedicata a giovani studiosi e specializzandi impegnati nella presentazione di progetti innovativi e nuove prospettive di intervento. Per tre giorni Lecce si è trasformata in un luogo di incontro tra arte, scienza e comunità, con performance, installazioni e momenti di confronto pubblico ospitati negli spazi del Convitto Palmieri. La partecipazione dell’équipe cuneese ha rappresentato un’importante occasione per confrontarsi con altre realtà e condividere a livello nazionale un’esperienza nata sul territorio e fondata su un principio semplice ma innovativo: restituire al movimento il suo significato originario di benessere, relazione e piacere, trasformandolo da possibile sintomo a preziosa risorsa terapeutica. Le fotografie a corredo dell’articolo sono di Veruska Verista, fotografa free-lance.