CUNEO - Dalla Granda alla Cisgiordania: 40 bambini varcano la soglia della scuola a Khallet Taha

L’istituto è nato dal progetto “Juzoor”, che ha preso forma grazie all’impegno sul territorio, affiancato da realtà piemontesi che ne sono state il cuore e il punto di partenza

20/04/2026 09:02

C’è un momento in cui la speranza smette di essere un’idea e diventa realtà.

A Khallet Taha, nel sud della Cisgiordania, questo momento ha una data precisa: 13 aprile. È il giorno in cui quaranta bambine e bambini hanno finalmente varcato la soglia della loro scuola.
 
Fino a ieri, per studiare percorrevano fino a cinque chilometri tra difficoltà, pericoli e paura. Oggi entrano in un luogo vicino, sicuro, pensato per loro. Un luogo dove imparare, giocare, crescere.
 
Le radici del progetto
 
La scuola nasce dal progetto “Juzoor – Un scuola per la libertà”, promosso dal VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo insieme a una rete di realtà italiane e palestinesi. “Juzoor”, in arabo, significa proprio radici: un nome che racconta l’idea di fondo, ossia costruire basi e identità libere e solide per il futuro attraverso l’educazione.

L’iniziativa prende forma grazie all’impegno sul nostro territorio come Cuneo per Gaza, affiancato/a da realtà piemontesi che ne sono state il cuore e il punto di partenza – la Rete Cuneese per la Palestina, la Scuola di Pace “Toni Lucci” di Bra, la Consulta Giovanile di Bra e il Comune di Bra – e dal sostegno crescente di territori e comunità locali della provincia di Cuneo e di tutta Italia.
 
 
Una mobilitazione collettiva
 
La scuola è il risultato concreto di una straordinaria raccolta fondi: oltre 120.000 euro raccolti e più di 500 donatori, l’80% dei quali famiglie, studenti, piccoli gruppi.
 
Una mobilitazione popolare che ha trasformato la solidarietà in azione. Un ponte tra Italia e Palestina fatto di fiducia, responsabilità e partecipazione.
 
Il cantiere: costruire mentre tutto intorno si distrugge
 
I lavori sono iniziati il 26 novembre 2025 e hanno preso forma rapidamente, diventando un simbolo forte: costruire mentre intorno si distrugge.
 
La scuola oggi comprende:
• 4 aule scolastiche
• 1 aula per l’infanzia
• spazi per il personale
• servizi igienici
• un cortile interno.
 
Un edificio semplice, ma essenziale. Un presidio educativo e umano in un contesto fragile.
 
E oggi: i bambini vanno a scuola
 
Oggi quelle aule si riempiono di voci, di quaderni, di sorrisi. Bambine e bambini seduti ai banchi, in fila nel cortile, insieme alle loro insegnanti. Scene semplici, quotidiane. Eppure, qui, straordinarie. Perché significano normalità, protezione, infanzia restituita.
 
 
Uno sguardo al futuro
 
L’inaugurazione non è un punto di arrivo, ma un inizio:
• un nuovo progetto in Palestina. “Juzoor - Scuole per la libertà”
• supporto psicologico quotidiano
• assistenza pediatrica 
• giochi ed una colazione quotidiana.
 
Perché educare significa anche prendersi cura, accompagnare, proteggere.
 
Il prossimo passo è già in cammino: la scuola Aisha Khalil, nel distretto di Yatta (governatorato di Hebron), in Area C, vicino alle colline di Masafer Yatta.
 
Un altro luogo dove costruire radici. Un’altra possibilità di futuro.
 
Una porta aperta
 
In un tempo segnato dalla violenza, a Khallet Taha si è scelto di costruire. Oggi quella scelta ha quaranta volti. Quaranta storie. Quaranta bambini che entrano nella loro nuova scuola.
 
Un luogo nato dalle donazioni, ma soprattutto dal cuore, dall’impegno e dalla presenza di tutte e tutti noi.
 
È difficile trovare le parole per raccontare quello che si prova: emozione, gratitudine, responsabilità. Questo non è solo un progetto, è un cammino condiviso che ci unisce e ci mette, insieme, al fianco del popolo palestinese.
 
Oggi non inauguriamo solo una scuola. Oggi apriamo uno spazio di speranza.
 
E una porta che si apre, finalmente, non sulla paura, ma sulla possibilità.

c.s.