La giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta dell’assessore Paolo Bongioanni, uno stanziamento di 100mila euro destinato a costituire e sostenere le spese d’avviamento di 5 nuovi distretti del commercio, di cui due potranno nascere a Torino. La misura è frutto delle modifiche normative volute dall'assessore, che ha innalzato a tre il limite massimo di distretti nel capoluogo, rispondendo alle richieste delle categorie e ampliando la copertura territoriale. Il finanziamento verrà assegnato tramite bando pubblico, che sarà pubblicato nelle prossime settimane: ogni nuovo distretto riceverà un contributo pari a 20mila euro, a fronte di una spesa progettuale ammissibile di 25mila euro (copertura regionale fino all'80%). Potranno partecipare al bando le amministrazioni comunali, che dovranno sottoscrivere un protocollo d’intesa con almeno una delle principali associazioni di categoria del commercio a livello provinciale. Il regolamento prevede la costituzione di un solo distretto urbano per Comune, con la sola eccezione per il capoluogo di Regione, che potrà individuarne fino a tre complessivi. "La modifica normativa nasce per soddisfare la forte domanda di rafforzare la rete dei Distretti del Commercio, strumenti che si stanno rivelando fondamentali per contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare i servizi di prossimità" ha spiegato l’assessore Bongioanni. Il vicepresidente della giunta, Maurizio Marrone, e l’assessore Andrea Tronzano hanno ribadito come "un distretto commerciale forte è anche presidio di vitalità e controllo del territorio, fondamentale soprattutto nelle periferie urbane di Torino". Al momento Torino conta un solo distretto urbano del Commercio, che copre il centro storico e diversi quartieri strategici, con circa 7.800 esercenti. Le realtà associative avevano già evidenziato l’impossibilità di soddisfare i bisogni di tutto il territorio cittadino con un solo distretto. Attualmente in Piemonte sono attivi 78 Distretti, 20 in corso di avviamento. Con i 5 nuovi bandi il totale salirà a 103. Le spese ammissibili comprendono la sottoscrizione e gestione del protocollo d’intesa, consulenze, analisi del tessuto economico, formazione, comunicazione, marketing territoriale e l’eventuale incarico di un manager di distretto.