CUNEO - Danni da fauna selvatica, Lega: “Subito misure per limitare i danni causati ai cittadini"

Anche il senatore cuneese del Carroccio Giorgio Bergesio tra i firmatari di un'interrogazione rivolta al Ministro delle Politiche Agricole

20/10/2021 10:04

Quindici morti all’anno e 215 feriti: è il triste bilancio degli incidenti causati in media negli ultimi anni sulle strade italiane dai cinghiali. Due milioni di esemplari che scorrazzano in tutta Italia e che causano in media un incidente ogni 48 ore. Una situazione su cui i Senatori Lega Bergesio, Vallardi, Rufa, Zuliani hanno presentato un’interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole, chiedendo interventi urgenti ed in particolare: “Convocare immediatamente un tavolo con regioni e associazioni sindacali agricole al fine di confrontarsi adeguatamente sulla problematica che sta causando gravissimi danni alla sicurezza dei cittadini, alle coltivazioni e agli allevamenti. E semplificare le procedure di risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica”. Gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica sono ogni anno 10.000. “Una problematica non più gestibile, che richiede intervento immediato delle istituzioni al fine di contenere il proliferare dei cinghiali, passati dai 900mila del 2010 ai quasi 2 milioni di oggi - commentano i senatori Lega in Comagri -. I danni alle produzioni agricole e agli allevamenti ammontano a 200 milioni di euro. Attacchi continui che danneggiano gravemente l’ecosistema”. Il proliferare incontrollato delle specie selvatiche rappresenta anche un pericolo dal punto di vista sanitario, per la diffusione di malattie come la peste suina africana.
 
“Chiediamo al Ministro di intervenire quanto prima per ripristinare il corretto equilibrio dei rapporti tra fauna selvatica, uomo e ambiente con modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n.157”, dicono i senatori della Lega. “Chiediamo infine al Ministro di semplificare subito le macchinose procedure di risarcimento dei danni causati dal proliferare della fauna selvatica selvatica a coltivazioni e allevamenti”, concludono Bergesio, Vallardi, Rufa e Zuliani.
 
 

c.s.

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