Sensibilizzare gli allevatori piemontesi sull’urgenza della vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa (Lsd) e richiamare la Regione Piemonte alla massima attenzione, per evitare conseguenze devastanti sul comparto bovino. È l’appello lanciato da Silvio Chionetti, vice direttore vicario e responsabile del Settore zootecnico di Cia Cuneo, alla luce dell’elevatissimo rischio di diffusione della malattia e delle criticità legate alla movimentazione dei capi. "La Lsd non è una patologia come le altre: è una malattia di tipo A, quindi un’epizoozia ad altissimo rischio di diffusione. Se un allevamento risulta infetto, la conseguenza è drammatica: tutti i capi devono essere abbattuti. Per questo dobbiamo agire subito e in modo strutturato, con una campagna vaccinale a tappeto", sottolinea Chionetti. Secondo Cia Cuneo, la vaccinazione non può essere affrontata come un’opzione “volontaria”, perché esiste una chiara esigenza sanitaria: "Serve una campagna obbligatoria - rimarca Chionetti -, con copertura completa. Tutte le organizzazioni interessate hanno già espresso parere favorevole. Ora è fondamentale che la Regione proceda senza esitazioni, perché il rischio per gli allevatori è altissimo". Un nodo centrale è rappresentato dai tempi tecnici del vaccino vivo attenuato: "Il vaccino richiede 28 giorni per immunizzare l’animale, ma la circolazione virale può mantenersi fino a 60 giorni. In questo periodo i capi non possono essere movimentati, altrimenti c’è il rischio di trasmissione del cosiddetto “virus da vaccino”, che oggi non è distinguibile dal virus vero e proprio", spiega Chionetti. Il tema della movimentazione diventa ancora più delicato in relazione agli scambi con la Francia: "In base agli accordi tra Italia e Francia - osserva Chionetti -, gli animali vaccinati possono essere movimentati verso il nostro Paese dopo 28 giorni, per scongiurare rischi di disapprovvigionamento. Ma resta concreto il rischio che arrivino capi in incubazione o che siano movimentati in modo non conforme: al momento gli uffici doganali non hanno ricevuto specifiche e non eseguono verifiche". Chionetti evidenzia inoltre ulteriori elementi di preoccupazione: "In Francia può accadere che capi vaccinati e non vaccinati vengano allevati insieme e, spesso, gli animali arrivati in Italia da meno di 60 giorni non restano fermi nel luogo di arrivo, come dovrebbero. Tutto questo aumenta la preoccupazione in Piemonte, soprattutto per i rischi che corre la nostra razza autoctona, la Piemontese". Tra i punti sensibili anche la gestione degli alpeggi: "La Valle d’Aosta ha vaccinato lo scorso anno e ha intenzione di procedere con una nuova vaccinazione nel 2026. Le aziende piemontesi che monticano negli alpeggi valdostani dovranno quindi vaccinare i capi: occorre chiarire se farlo in Piemonte o in Valle d’Aosta, ma in ogni caso serve programmare subito", aggiunge Chionetti. Il rischio di diffusione riguarda comunque un’area molto più ampia. «C’è un serio rischio di infezione che coinvolge tutta la Pianura Padana, anche solo per l’arrivo di insetti vettori trasportati dagli autocarri», evidenzia il responsabile zootecnico di Cia Cuneo. Sul piano operativo, Cia Cuneo richiama l’urgenza delle tempistiche: "Considerando che la movimentazione verso gli alpeggi parte da maggio, la campagna vaccinale va completata entro aprile. Il costo della vaccinazione è sostenuto dalla Regione e l’attività verrà svolta dai Servizi veterinari delle Asl, coadiuvati dai veterinari liberi professionisti. Man mano verranno vaccinati anche i nuovi nati". Quanto alle criticità per la movimentazione dei capi, Cia Cuneo evidenzia la necessità di soluzioni pragmatiche: "Se si vaccinano tutti gli 800 mila capi presenti in Piemonte, per 60 giorni non si potrebbero movimentare. Per questo si valuta la deroga a 28 giorni, con visita clinica e Pcr sulle partite a spese dell’allevatore. La Regione sta verificando anche se la movimentazione verso i macelli possa avvenire prima dei 28 giorni. In ogni caso, per evitare problemi, è sufficiente non vaccinare i capi destinati a breve alla macellazione". Infine, Chionetti sottolinea che il vaccino utilizzato ha dato buoni riscontri: "Il vaccino sudafricano impiegato ha evidenziato pochissimi effetti collaterali. Ora però serve il passaggio decisivo: per la vaccinazione obbligatoria occorre il parere favorevole della Commissione di Bruxelles. La Regione deve farsi sentire e accelerare". Che cos’è la Dermatite nodulare contagiosa (Lsd) La Dermatite nodulare bovina è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente i bovini. È causata da un virus appartenente al genere Capripoxvirus (famiglia Poxviridae). Non è trasmissibile all’uomo, ma rappresenta una grave minaccia per il comparto zootecnico per l’elevata morbilità e i rilevanti impatti economici. Il virus si diffonde principalmente tramite insetti vettori ematofagi (zanzare, mosche, tafani, zecche), ma anche attraverso contatto diretto tra animali infetti e tramite fomiti (aghi, strumenti zootecnici, veicoli). La sintomatologia più comune comprende noduli cutanei multipli (2–5 cm) su testa, collo, tronco e arti; febbre, anoressia, scolo oculare e nasale; calo della produzione lattifera e alterazioni riproduttive; in alcuni casi edema sottocutaneo, zoppia e complicanze respiratorie.