CUNEO - Gli studenti cuneesi a scuola di diritti con George Clooney

L'attore e regista porterà la testimonianza del suo impegno umanitario nella sesta edizione dei "Dialoghi sul Talento" della Fondazione CRC

George Clooney insieme alla moglie Amal

Redazione 07/04/2026 09:48

Cuneo è pronta ad accogliere George Clooney. Domani, mercoledì 8 aprile a partire dalle ore 9.30, l’attore sarà il grande ospite della nuova edizione di “Dialoghi sul Talento”, la rassegna di incontri promossi dalla Fondazione CRC per offrire agli studenti cuneesi l’occasione di confrontarsi con personalità di rilievo internazionale. Un format nato nel 2018, inaugurato da Kerry Kennedy, figlia di Bob, e proseguito un anno più tardi con l’astronauta Paolo Nespoli. Dopo lo stop imposto dalla pandemia, la ripartenza con Andrea Bocelli nel 2022, prima degli incontri con leggende dello sport come Pep Guardiola (2023) e Steffi Graf e Andre Agassi (2024). Ora l’appuntamento con l’attore e regista premio Oscar, che porterà al palazzetto la testimonianza del suo impegno umanitario con la Clooney Foundation for Justice raccontandosi di fronte a ragazzi e ragazze delle scuole superiori cuneesi.  “L’obiettivo di questi incontri è quello di ispirare, attraverso il confronto diretto con personalità di caratura internazionale, le giovani generazioni. - dicono dalla CRC - Durante la mattinata, gli studenti rifletteranno sul valore e sull’importanza dei diritti, tema su cui la Fondazione CRC lavora da diversi anni attraverso il Bando Impegnati nei Diritti, iniziativa sperimentale finalizzata a sostenere progetti mirati all’implementazione e alla creazione di esperienze concrete di coinvolgimento civico, di informazione e formazione della cittadinanza, di diffusione e tutela dei diritti - tradizionali ed emergenti”. Attore e regista pluripremiato, George Clooney è riconosciuto tanto per i suoi successi nel cinema, quanto per il suo impegno umanitario a livello globale, ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si concentrerà l’incontro di domani. Convinto sostenitore del Primo Emendamento, Clooney è infatti profondamente impegnato in cause umanitarie. Nel 2006, insieme al padre Nick, si recò nella regione del Darfur, in Sudan, colpita da una grave siccità, un’esperienza che lo portò a intervenire davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i numerosi riconoscimenti per il suo attivismo figurano il Peace Summit Award del 2007, conferito in occasione dell’ottavo World Summit of Nobel Peace Prize Laureates, e il Robert F. Kennedy Ripple of Hope Award nel 2010. Clooney ha inoltre prodotto tre maratone televisive di raccolta fondi: The Tribute to Heroes (dopo l’11 settembre), Tsunami Aid: A Concert of Hope e Hope for Haiti Now, che ha raccolto da sola dal pubblico la cifra record di 66 milioni di dollari. Nel dicembre 2010, insieme alle Nazioni Unite, all’Università di Harvard e a Google, ha lanciato il Satellite Sentinel Project, un’iniziativa che utilizza satelliti privati per documentare potenziali minacce ai civili, individuare ordigni, monitorare gli spostamenti delle truppe e raccogliere prove di possibili violenze di massa nel Sudan e nel Sudan del Sud. Nel marzo 2012, Clooney e suo padre hanno partecipato a una manifestazione pacifica davanti all’ambasciata sudanese a Washington per richiamare l’attenzione internazionale sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in Sudan. La protesta si è conclusa con il loro arresto. Nel 2015 ha fondato The Sentry, un’organizzazione che impiega esperti di contabilità forense per tracciare i fondi sottratti ai cittadini del Sudan e del Sudan del Sud dai rispettivi governi. Clooney ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti e collaborato con Presidenti, due Segretari di Stato e decine di senatori per sostenere il processo di pace nella regione. Nell’agosto 2016, George Clooney e sua moglie Amal hanno dato vita alla Clooney Foundation for Justice. Uno dei primi progetti della fondazione - un’ambiziosa iniziativa educativa rivolta a centinaia di migliaia di rifugiati in Libano - è stato presentato al vertice delle Nazioni Unite del 2016, ospitato dal presidente Barack Obama e dall’ambasciatrice ONU Samantha Power. Tra gli impegni, quello nei confronti delle donne. Si legge sul sito della Fondazione: “Promuoviamo la giustizia fornendo assistenza legale gratuita a difesa della libertà di parola e dei diritti delle donne in oltre quaranta paesi. Monitoriamo e denunciamo i processi iniqui, contestiamo le leggi ingiuste nei tribunali, istituiamo sportelli di assistenza legale per i più vulnerabili e sosteniamo la prossima generazione di paladini della giustizia di genere”. La Clooney Foundation for Justice è impegnata anche nella tutela della libertà di espressione con il programma TrialWatch, lanciato nel 2019, che offre assistenza legale gratuita a giornalisti e difensori della democrazia ingiustamente incarcerati, al fine di garantirne la liberazione e tutelare il “free speech”.