BORGO SAN DALMAZZO - Grande partecipazione alla Marcia dei Lumini in ricordo degli ebrei internati a Borgo San Dalmazzo

Quattordicesima edizione per l'iniziativa organizzata nell'ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria

a.d. 26/01/2020 19:20

Grande partecipazione alla quattordicesima edizione della Marcia dei Lumini a Borgo San Dalmazzo nel pomeriggio di oggi, domenica 26 gennaio: nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, l’iniziativa ricorda gli ebrei che furono detenuti nel campo di concentramento borgarino a cavallo tra il 1943 e il 1944. A precedere la marcia un momento di riflessione nella sala “Don Raimondo Viale” dell’Asl, in cui i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Sebastiano Grandis” hanno letto alcuni brani accompagnati dalla musica degli allievi dell’Istituto Musicale “Dalmazzo Rosso”. Il momento è stato introdotto dalla toccante testimonianza di Luigi Benni, novantaduenne ex partigiano genovese che fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen.
 
Alle 18 la partenza della marcia, partita da piazza “Don Raimondo Viale”, quella che ospitava il campo di concentramento, e arrivata - passando per le vie del centro storico borgarino - al Memoriale della Deportazione presso la stazione ferroviaria dalla quale i prigionieri di Borgo San Dalmazzo partirono caricati su treni merci, principalmente verso Auschwitz. Durante la marcia i ragazzi del “Grandis” hanno scandito gli oltre 300 nomi degli ebrei che vennero internati a Borgo San Dalmazzo, in gran parte provenienti dal confino coatto francese di Saint Martin Vesubie.
 
All’arrivo del corteo alla stazione i lumini sono stati posti sul monumento alla memoria dei deportati. Presenti, oltre al sindaco di Borgo San Dalmazzo Gian Paolo Beretta e all’intera Giunta borgarina, molti primi cittadini dei comuni limitrofi, insieme alle deputate Monica Ciaburro e Chiara Gribaudo. In tutti gli interventi istituzionali spazio per la ferma condanna ai fatti avvenuti due giorni fa a Mondovì, dove la porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia Beccaria Rolfi, deportata a Ravensbruck, è stata imbrattata con scritte antisemite.
 
 

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