CUNEO - 'Hikikomori': promozione della cultura e strategie di intervento in Piemonte

Il fenomeno, che ha avuto origine in Giappone, sta facendo registrare sempre più casi anche nella nostra Regione

18/01/2019 08:50

“Hikikomori" è una parola nipponica che significa letteralmente "stare in disparte". Con questo termine viene identificato un fenomeno, quello del ritiro sociale volontario, nato negli anni ’80 in Giappone, ma che si sta manifestando sempre di più anche in altri Paesi del mondo, Italia compresa, e che interessa adolescenti e giovani adulti tra i 14 e i 30 anni, prevalentemente di sesso maschile. Gli hikikomori vivono isolati dal mondo, quasi sempre rinchiusi nella loro camera da letto. Alle relazioni sociali tendono a privilegiare quelle virtuali attraverso la Rete; nei casi più gravi, rifiutano qualsiasi contatto anche con i genitori e abbandonano progressivamente le attività scolastiche e lavorative. 
 
La letteratura concorda nell’attribuire gran parte delle cause del fenomeno alla competizione sociale e alle alte aspettative di realizzazione personale tipiche delle società moderne, che possono risultare particolarmente stressanti per soggetti caratterialmente fragili. La fascia di età in cui sembrano comparire più frequentemente i sintomi di isolamento sociale è quella che va dai 15 ai 19 anni, ma in alcuni casi la tendenza si manifesta già al primo anno delle scuole medie inferiori. 
 
Per approfondire la conoscenza di questa forma di disagio sociale, spesso erroneamente scambiata per pigrizia o indolenza, analizzarne le caratteristiche, i fattori di predisposizione e di rischio e, soprattutto, elaborare strategie di prevenzione e intervento, la Regione Piemonte ha siglato un protocollo d’intesa triennale con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte e l’Associazione nazionale Hikikomori Italia Genitori Onlus, che riunisce oltre 250 genitori in Italia e offre sostegno alle famiglie di persone in ritiro sociale volontario. 
 
Il documento è stato presentato ai dirigenti scolastici e ai docenti delle scuole piemontesi del primo e secondo ciclo nel corso di un seminario ospitato giovedì 17 gennaio nell’aula magna del Liceo “M. d’Azeglio di Torino”, alla presenza degli assessori regionali all’Istruzione Gianna Pentenero e alle Politiche sociali Augusto Ferrari, del direttore dell’Ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca e dei rappresentanti dell’Associazione Hikikomori Italia Genitori Onlus. 
 
La Regione Piemonte – hanno dichiarato gli assessori Gianna Pentenero e Augusto Ferrariè lieta di poter dare il proprio contributo alla gestione di un fenomeno dalle implicazioni sociali e psicologiche gravi, che resta ancora troppo poco conosciuto. Per questo, nell’ambito delle attività volte a contrastare l’abbandono scolastico e il disagio giovanile e a sostenere gli alunni con bisogni educativi speciali, saranno messi in atto interventi per favorire innanzitutto il riconoscimento del problema e per aiutare le persone ad acquisire le competenze necessarie a raggiungere gli obiettivi scolastici e formativi, favorendone  il successivo inserimento lavorativo”. 
 
Siamo da sempre impegnati, al fianco delle Istituzioni Scolastiche – ha sottolineato il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Fabrizio Manca, nella presa in carico di ogni forma di disagio ed emarginazione culturale, sociale, economica, che limiti le capacità e le potenzialità degli allievi. È nostro dovere costituzionale intervenire per rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno successo nel percorso di apprendimento e per garantire il pieno ed effettivo esercizio del diritto fondamentale all’istruzione di tutti gli studenti. Il Protocollo di intesa con Regione Piemonte e Associazione Hikikomori Italia Onlus, che oggi presentiamo, è uno strumento di fattivo supporto alle Istituzioni Scolastiche per la tempestiva prevenzione e “cura” di queste nuove forme di disagio, purtroppo ancora di difficile individuazione: è essenziale, infatti, che dirigenti, docenti e operatori scolastici, in stretta collaborazione con la famiglia, siano informati e formati a gestire queste situazioni di difficoltà utilizzando  strategie, modalità e strumenti coerenti ed adeguati, anche in rapporto ai documenti regolativi dell’Istituzione Scolastica. A questi fini, il protocollo sottolinea e valorizza la centralità della personalizzazione dell’insegnamento e di tutti gli interventi e le strategie didattico-educative da attuare a cura del Consiglio di Classe o Team docente”.


c.s.

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