CUNEO - I ghiacciai piemontesi continuano ad arretrare

La campagna di studio condotta dall'Arpa tra luglio e novembre. Negli ultimi due decenni il 98 per cento delle aree ghiacciate ha ridotto la sua superficie

Il ghiacciaio del Clapier, in alta valle Gesso, fotografato il 4 settembre 2025 - foto Arpa Piemonte

Redazione 23/03/2026 14:42

Il 21 marzo si è celebrat la seconda Giornata Mondiale dei Ghiacciai, dichiarata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione del 2025, Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai. Contestualmente ha preso avvio il Decennio d'azione per le scienze criosferiche (2025–2034), sforzo globale volto a potenziare la ricerca e a promuovere azioni urgenti per proteggere le aree glacializzate della Terra, invito per scienziati, governi e comunità di tutto il mondo a unirsi per proteggere la criosfera e salvaguardare i miliardi di persone che dipendono da essa per la propria sopravvivenza. Arpa Piemonte ha accolto la chiamata potenziando le attività di studio e monitoraggio della criosfera regionale a livello sia organizzativo che operativo. La campagna glaciologica 2025 è stata svolta dall’Agenzia con il supporto e la collaborazione di CNR-IRPI, Fondazione Glaciologica Italiana, Società Meteorologica Italiana, Parco Nazionale Gran Paradiso, Protezione Civile Regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. Lo studio dei ghiacciai piemontesi è stato articolato sulla base di un piano di monitoraggio che attribuisce un differente grado di priorità in funzione dei processi di instabilità attivi o potenziali e in relazione al possibile coinvolgimento di aree antropizzate, secondo i criteri dettati dal Gruppo di Lavoro sul rischio connesso a fenomeni di dissesto in ambiente glaciale e periglaciale, partecipato dall’Agenzia e guidato dal Dipartimento della Protezione Civile. Tra i mesi di luglio e novembre 2025 sono state condotte quattordici missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su 161 corpi glaciali totali, ne sono stati visitati 110. Di questi undici sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli da elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito la logistica aerea per una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese. I dati Oltre al monitoraggio qualitativo attraverso il confronto fotografico tra l’aspetto del ghiacciaio degli anni scorsi e l’attuale, per 50 ghiacciai è stato elaborato un modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. I poligoni dei limiti dei ghiacciai sono stati aggiornati alla situazione del 2025 (periodo fine agosto-ottobre) utilizzando le ortofoto rilevate nei voli fotogrammetrici e, in assenza di queste, le ortofoto satellitari disponibili: nel complesso sono stati aggiornati 150 poligoni su 161, pari al 93% della superficie glacializzata. I dati aggiornati confluiscono nel geoportale istituzionale, popolando il livello ghiacciai edizione 2026. Il confronto con i limiti dei ghiacciai rilevati nella precedente edizione (aggiornamento 2022-2024) ha indicato:
- 108 ghiacciai (67% del totale) in contrazione, per complessivi 0.59 km2 persi; tra questi, 13 ghiacciai hanno subito una riduzione areale di almeno un ettaro mentre la maggiore perdita è stata registrata dal ghiacciaio Meridionale del Sabbione (0.16 km2 persi, pari al 11.5% della sua superficie). Alcuni corpi glaciali hanno perso una percentuale significativa della loro superficie (Blindenhorn Inferiore: -33%; Castelfranco: -28%), si tratta di piccoli glacionevati in fase di disfacimento. La perdita media, per ghiacciaio, tra le due campagne di misura è pari a quasi 5500 m2. 
- 31 ghiacciai (19% del totale) in sostanziale stabilità dovuta a due differenti condizioni: ghiacciai completamente coperti da detrito per cui è difficile riconoscere variazioni annuali dei limiti, oppure ghiacciai che sono risultati completamente coperti da neve; in questa categoria rientrano alcuni ghiacciai coperti da neve recente al momento della visita e altri coperti da neve residua, in particolare dell’annata 2023-2024. 
- 10 ghiacciai (6% del totale) hanno registrato un aumento della loro superficie; non si tratta di una reale espansione ma di ghiacciai i cui limiti sono stati aggiornati sulla base di nuove evidenze, quali ad esempio l’affioramento di ghiaccio sepolto da detrito all’esterno dei precedenti limiti; in altri casi si tratta della correzione di errori di georeferenziazione delle ortofoto utilizzate in precedenza. 
- 11 ghiacciai (7% del totale) non sono stati rilevati. I dati raccolti confermano il trend negativo di deglacializzazione delle Alpi, con particolare effetto per i ghiacciai (o le parti di questi) posti sotto i 3100-3200 metri di quota. La superficie glacializzata complessiva in Piemonte si attesta a 21.8 km2, segnando un nuovo minimo nella serie storica: in riferimento alla precedente campagna (dati 2022-2024), la riduzione areale coinvolge il 67% dei ghiacciai, quota che raggiunge il 98% dei ghiacciai regionali se si estende l’analisi alle ultime due decadi.  L’arretramento frontale è stato misurato in sito per due ghiacciai (Bessanese e Ciamarella) con valori contenuti entro i 7 m (rispetto al 2023); invece, attraverso la fotogrammetria è stato misurato un arretramento medio di oltre 14 m in un anno, su 5 ghiacciai distribuiti tra le Alpi Graie e Pennine. Le risultanze dei rilievi 2025 hanno permesso di aggiornare la baseline dei ghiacciai piemontesi, il livello minimo ed uniforme di conoscenza che comprende informazioni geografiche sull’ubicazione, sulla tipologia e sulla correlazione con eventi di instabilità.  QUI maggiori informazioni.