BOVES - Il 25 aprile Boves inaugura un monumento alle vittime del Covid

Nella stessa giornata l’intitolazione di piazza Domenikon, in memoria della strage perpetrata da militari italiani in un villaggio greco nel 1943

17/04/2024 08:08

In occasione del 79° anniversario della Liberazione, domenica 25 aprile a Boves, oltre al consueto omaggio ai caduti, si terrà anche una doppia inaugurazione.
 
Alle ore 9 in via Domodossola c/o il parcheggio del cimitero infatti ci sarà l’inaugurazione del monumento dedicato alle vittime del Covid-19 mentre alle 9,30 mentre la piccola piazza adiacente a via Cuneo verrà intitolata piazza "Domenikon”.
 
“Come amministrazione ci sembrava doveroso realizzare un monumento in ricordo alle vittime del Covid. - spiega il sindaco Maurizio Paoletti - Gli anni della pandemia hanno segnato profondamente anche la nostra cittadina e anche qui, purtroppo, alcune famiglie hanno dovuto salutare persone care portate via da questo terribile male. Un periodo buio che abbiamo affrontato con coraggio e che ci ha fatto riscoprire l’importanza della libertà, dello stare insieme e della solidarietà”.
 
“E proprio il senso di comunità e unione è alla base dell’intitolazione della piazzetta adiacente a via Cuneo - continua il primo cittadino Paoletti -. In quella lontana terra della Tessaglia, in Grecia sono state circa 150 le vittime tra la popolazione della furia dei militari italiani della 24a Divisione di fanteria “Pinerolo” e delle camicie nere “L’Aquila”. Una strage ad opera di italiani che non deve essere dimenticata, e per questo, con la nuova “Piazza Domenikon” vogliamo rafforzare l’amicizia e l’affetto che ci lega ai nostri amici di Elassona, sempre nel percorso di pace e riconciliazione intrapreso con la comunità tedesca di Schondorf am Ammersee nel 2015 e sancito con il gemellaggio del 2021”.
 
Dopo questi momenti coinvolgenti le celebrazioni proseguiranno presso il Sacrario cittadino e dal monumento di piazza Italia dove si terrà l’omaggio ai Caduti. Seguiranno i saluti delle autorità e l’orazione ufficiale a cura del professor Giovanni Quaglia già presidente della Provincia di Cuneo e della Fondazione CRT, profondo conoscitore della storia del Cuneese.

c.s.

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