È partito sabato dalla sua Andonno e ha salutato amici e sostenitori in piazza Galimberti, questa mattina, prima di rimettersi in sella per un’avventura di oltre 40mila chilometri. Simone Avataneo, 28 anni, una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni e un lavoro da programmatore che ha lasciato per inseguire il suo sogno. Un giro del mondo in bicicletta, attraversando cinque continenti: dai Balcani alla Turchia, il Centro Asia, la Cina e la Mongolia, poi il Sud Est asiatico, l’Australia e il Sudamerica, riavvicinandosi a casa - si fa per dire - dalla rotta dell’Africa occidentale fino a risalire in Spagna e in Francia. Rimpianti? Solo quello di non attraversare l’Iran, a causa delle turbolenze geopolitiche in corso: “Sarei voluto arrivare da lì in Nepal” spiega a chi gli chiede lumi sulla rotta del suo incredibile viaggio. Dormirà per lo più in tenda, forte di una già consolidata esperienza di cicloturista che ha raccontato su Instagram con la pagina Ciclismo Zen. “In tanti in questi mesi mi hanno chiesto quale sia l’emozione che sto vivendo e la risposta è semplice: serenità” racconta Simone nel messaggio affidato ai social: “Ho finalmente scelto la strada che la mia anima ha sempre voluto, anche quando mente e corpo non erano ancora pronti. Non è stato un percorso lineare: ci sono stati momenti di indecisione, fasi in cui costruivo e subito dopo decostruivo tutto. Poi un giorno, guardandomi allo specchio, mi sono dato una data di scadenza: avevo bisogno di sapere quando partire”. Da lì, dice, “è iniziato un allenamento quotidiano fatto di studio e preparazione - attrezzature, percorso, burocrazia, culture - non per avere tutto sotto controllo, ma per iniziare a vedere il sogno diventare reale, per sentire che fosse davvero possibile. È stato un processo che mi ha portato pronto ai giorni cerchiati in rosso, quelli delle scelte più importanti. Oggi mi sento pronto, motivato e sereno perché sono semplicemente me stesso. Non cerco una destinazione, non so dove, quando o come finirà questa avventura, né cosa mi darà. So solo che la voglio, con tutto me stesso. Ed è l’unica cosa che conta”. L’avventura - che può essere sostenuta attraverso Paypal - ha anche un risvolto sociale: servirà infatti a portare nel mondo il messaggio della Fondazione Carolina, attiva dal 2018 nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.