CUNEO - In Piemonte oltre il 20% delle famiglie non beve l’acqua del rubinetto

Il dato emerge dal report Istat. Secondo lo studio, il sistema è efficiente: solo il 3,6% dei nuclei familiari piemontesi segnala irregolarità nell’erogazione nel 2025

Redazione 22/03/2026 07:26

In Piemonte più di una famiglia su cinque non si fida a bere l’acqua del rubinetto. Nel 2025 la quota è pari al 21,5%, un dato inferiore alla media nazionale (29,9%), ma tra i più alti del Nord Italia. È uno degli elementi che emerge dal report diffuso da ISTAT in occasione del 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite ormai oltre trent’anni fa, nel 1992, per ricordare l’importanza vitale di questa risorsa e la necessità di tutelarla. Secondo i dati di ISTAT, il servizio idrico piemontese è efficiente: solo il 3,6% delle famiglie piemontesi ha segnalato irregolarità nell’erogazione dell’acqua nel 2025, contro una media nazionale del 10,2%. Inoltre, tra il 2008 e il 2024 a Cuneo e negli altri capoluoghi di provincia piemontesi non sono mai state adottate misure di razionamento, a differenza di quanto è avvenuto in diverse aree del Paese. Nel 2024, infatti, oltre un milione di italiani ha affrontato limitazioni nell’erogazione idrica, un dato in aumento rispetto all’anno precedente, con situazioni particolarmente critiche nel Sud Italia e nelle isole. In generale, i piemontesi sembrano soddisfatti del servizio: secondo i dati raccolti da ISTAT il 24,7% delle famiglie piemontesi si dichiara molto soddisfatta, mentre solo l’1,5% esprime una valutazione del tutto negativa. A livello nazionale, il consumo di acqua è diminuito nel tempo: nel 2024 i prelievi per uso potabile sono scesi a 8,87 miliardi di metri cubi, il livello più basso degli ultimi 25 anni, con un calo del 3% rispetto all’anno precedente. Questa riduzione però non è una novità, ma prosegue un trend iniziato nel 2018 ed è legata sia a fattori critici – come la minore disponibilità di alcune fonti – sia a segnali positivi, tra cui il miglioramento dell’efficienza delle reti e la diminuzione delle perdite. Nonostante questa diminuzione, l’Italia resta da oltre vent’anni il Paese dell’Unione europea con il più alto prelievo di acqua dolce per uso potabile, davanti a Francia e Germania. A livello regionale, i consumi maggiori si concentrano in Lombardia, Lazio e Campania. Il tema dell’acqua riguarda da vicino non solo l’uso domestico, ma anche il settore agricolo, particolarmente rilevante per il territorio cuneese. Nel 2024 però più del 90% delle aziende agricole a livello nazionale ha segnalato difficoltà nell’irrigazione, con punte di oltre il 99% in Sicilia. Le criticità sono più accentuate nel Mezzogiorno, ma restano diffuse anche al Nord. Tra le cause principali ci sono gli effetti del cambiamento climatico e la pressione crescente sulle risorse idriche. Infine, il Piemonte ha un ruolo di primo piano anche nel comparto delle acque minerali. Nel 2023 sono stati prelevati 3,3 milioni di metri cubi di acqua, secondo valore nazionale dopo la Lombardia, con un aumento del 5% rispetto al 2022.