CUNEO - Inaugurati gli Ospedali di Comunità di Cuneo e Saluzzo e la Casa della Comunità di Savigliano

Le nuove strutture dell'Asl CN1, realizzate con un investimento di 7,5 milioni di euro dei fondi PNRR, entreranno in funzione a partire dal 21 luglio

L'ospedale di Comunità di Cuneo
Taglio del nastro a Savigliano
La visita all'Ospedale di Comunità a Cuneo
Camera dell'Ospedale della Comunità di Saluzzo

Monica Fissore 15/07/2026 17:23

Prosegue il percorso di realizzazione della sanità territoriale dell'Asl CN1. Dopo le inaugurazioni delle Case della Comunità di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo avvenute lo scorso aprile, oggi (mercoledì 15 luglio) è stata la volta dell'Ospedale della Comunità di Saluzzo, della Casa della Comunità di Savigliano e dell'Ospedale della Comunità di Cuneo, ricavato negli spazi dell'ex Mater Amabilis in viale Federico Mistral. Una giornata scandita da tre tagli del nastro che ha visto la partecipazione dell'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, del presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi, del direttore generale dell'Asl CN1 Giuseppe Guerra e, per la tappa cuneese, della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero. Gli interventi, realizzati grazie ai fondi del PNRR - Missione 6, Componente 1, rappresentano un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e fanno parte del più ampio piano di riorganizzazione dell'assistenza territoriale previsto dalla riforma della sanità. Le nuove strutture La Casa della Comunità di Savigliano, per la quale sono stati investiti 1,85 milioni di euro, sarà certificata e attivata entro la fine del mese. La struttura ospiterà servizi territoriali e ambulatoriali, diventando un punto di riferimento per visite specialistiche, assistenza primaria e presa in carico dei pazienti. L'Ospedale della Comunità di Saluzzo, costato 2,5 milioni di euro, dispone di 20 posti letto e sarà operativo dal 21 luglio. Stessa data di avvio anche per l'Ospedale della Comunità di Cuneo, realizzato con un investimento di 3,15 milioni di euro negli spazi dell'ex Mater Amabilis Angeli. La struttura offrirà anch'essa 20 posti letto, gestiti in convenzione con l'Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle. Gli Ospedali di Comunità rappresentano un livello di assistenza intermedio tra il ricovero ospedaliero e il domicilio. Sono destinati a pazienti non acuti che, pur non necessitando più delle cure di un reparto ospedaliero, hanno ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa e di un periodo di degenza, generalmente non superiore ai 30 giorni, ad esempio nella fase di convalescenza dopo le dimissioni. Sempre nell'ex Mater Amabilis sono già stati trasferiti nei locali ristrutturati la Continuità assistenziale (ex Guardia Medica) e il Consultorio. Entro la fine dell'anno è inoltre previsto il trasferimento della Neuropsichiatria infantile. Per questi spazi è stato determinante anche il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC.

Il piano dell'Asl CN1 Con queste inaugurazioni l'Asl CN1 prosegue l'attuazione del programma finanziato dal PNRR. Sono già attive le quattro Centrali Operative Territoriali di Savigliano, Saluzzo, Cuneo e Mondovì, mentre entro la fine di luglio saranno operative nove Case della Comunità. Restano in ritardo i lavori della struttura di via Torino a Mondovì, dove problematiche di natura strutturale hanno imposto una revisione del cronoprogramma e l'attivazione temporanea della Casa della Comunità nei locali del Regina Montis Regalis. A settembre è prevista l'inaugurazione delle Case della Comunità di Saluzzo e Dogliani, cui seguiranno quelle di Ceva e Fossano.
Guerra: "Fondamentale garantire servizi di prossimità" "È stato uno sforzo non indifferente - ha spiegato il direttore generale dell'Asl CN1, Giuseppe Guerra -. Su un'area vasta come la nostra, garantire all'interno dei quattro Distretti servizi territoriali come la Continuità assistenziale H24, il servizio infermieristico e gli ambulatori specialistici è fondamentale nella logica di uno sviluppo concreto di una sanità di prossimità". L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha sottolineato il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target, grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi. Rendere pienamente operativi e funzionanti gli Ospedali della Comunità di Saluzzo e Cuneo e la Casa della Comunità di Savigliano è ora la sfida che ci attende: i vantaggi saranno evidenti per tutto il territorio". Soddisfatto anche Luigi Genesio Icardi, oggi presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale ed ex assessore alla Sanità: "Sono soddisfatto di vedere realizzati gli sforzi messi in campo durante il primo mandato della Giunta Cirio, quando ricoprivo l'incarico di assessore. Queste opere, frutto di un lavoro congiunto, saranno un valido supporto per tutta la comunità". Il nodo del personale L'avvio dei nuovi Ospedali di Comunità coincide con un confronto ancora aperto sull'organizzazione del personale che dovrà garantirne il funzionamento. Nei giorni scorsi la FP CGIL Cuneo ha criticato la scelta dell'Asl CN1 di assicurare la copertura dei turni sulle 24 ore attraverso la rotazione degli operatori provenienti dai Distretti. Secondo il sindacato, l'apertura di Case e Ospedali di Comunità dovrebbe essere accompagnata da un piano di nuove assunzioni e non dal trasferimento di personale già impiegato nei servizi territoriali. Nel documento diffuso dalla sigla sindacale si sottolinea come "non sia possibile costruire una sanità territoriale più forte sottraendo risorse umane ai servizi già esistenti" e si evidenzia inoltre che il piano di rientro imposto dalla Regione Piemonte alle Aziende sanitarie "di fatto blocca le assunzioni, impedendo alle aziende di dotarsi del personale necessario per garantire servizi efficienti e sicuri". Per la FP CGIL, quindi, "non bastano nuove strutture se poi mancano i professionisti che devono farle funzionare", ribadendo la necessità di un piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici e garantire il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Un tema destinato a rimanere al centro del dibattito nelle prossime settimane, mentre gli Ospedali di Comunità si preparano ad accogliere i primi pazienti a partire dal 21 luglio.