Riceviamo e pubblichiamo.
La notizia è arrivata come spesso accade per le vite dedicate agli altri: in silenzio. Eppure, quel silenzio è stato subito colmato da un’onda di cordoglio autentico, fatta di colleghi commossi, cittadini riconoscenti, istituzioni incredule. Sebastiano Cavalli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo, non è più tra noi.
Nato in provincia di Catania nel 1957, ma divenuto parte profonda del tessuto sociale e sanitario piemontese, Cavalli è stato una figura centrale della medicina territoriale, capace di unire la precisione della sala operatoria alla visione sistemica delle istituzioni, senza mai perdere il senso umano del suo agire.
Un uomo con le mani nella carne e lo sguardo sulla società
Più di 3.500 interventi chirurgici come primo operatore non raccontano solo competenza tecnica: raccontano notti, urgenze, decisioni. E raccontano un medico che non ha mai smesso di aggiornarsi, di formarsi e di insegnare, consapevole che il sapere è un bene collettivo da condividere.
Il suo percorso lo ha portato dall’ospedale “San Lazzaro” di Alba al “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno, dove ha ricoperto incarichi di responsabilità come responsabile dell’Endocrinochirurgia e del Day & Week Surgery. Chirurgo rigoroso, era anche un uomo di equilibrio e parola misurata, capace di dirigere senza imporsi, di insegnare senza predicare.
La sanità come spazio politico e morale
Sebastiano Cavalli era anche un uomo di istituzioni: presidente del Consiglio comunale di Alba per più mandati, consigliere comunale, e figura di riferimento per il sindacato CIMO-FESMED. La sua idea di politica era concreta, fatta di servizi sociali, presidi territoriali, dignità del lavoro. Non ha mai vissuto la militanza come contrapposizione, ma come forma civile del prendersi cura.
E anche da sindacalista non ha mai cercato lo scontro sterile. Ha denunciato con forza il depotenziamento del servizio sanitario nazionale, la carenza di medici, l’abuso delle cooperative e dei “gettonisti”. Ma lo ha fatto con la cifra che gli era propria: documentando, argomentando, proponendo.
La presidenza dell’Ordine: il punto più alto
Eletto nel dicembre 2024, alla guida dell’OMCeO di Cuneo, Cavalli ha portato nel nostro Consiglio il rigore della clinica, la capacità di ascolto della politica e la visione del riformatore. Voleva un Ordine che non si chiudesse nel palazzo, ma parlasse ai medici giovani e ai territori più fragili. Voleva formare, proteggere, mediare.
Lo abbiamo accompagnato in questo cammino breve ma intenso. Ora, smarriti ma uniti, ne raccogliamo l’eredità.
Un dolore che resta aperto
Ci lascia un presidente, un collega, un amico. Ma soprattutto, ci lascia un esempio. Non sarà facile colmare il vuoto che ha lasciato. Ma sarà nostro compito far sì che il lavoro iniziato non vada perduto.
Alla famiglia e ai suoi cari, il nostro pensiero più affettuoso. A noi, il dovere di ricordare e proseguire.
Il Consiglio Direttivo dell’OMCeO di Cuneo