La provincia di Cuneo è quella con la più ampia superficie boscata in Piemonte. Il Piemonte, a propria volta, è la regione con più foreste in Italia. È quanto emerge dal rapporto “Foreste in Comune”, un’indagine socio-economica sul patrimonio forestale dei Comuni italiani dove la presenza del bosco (superficie e indice di boscosità) è messa in relazione con fattori demografici, economici e territoriali. Lo studio è promosso da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire. L’indagine evidenzia come il 75,7% dell’intera superficie forestale italiana sia concentrata nei 3.596 Comuni montani, che rappresentano meno della metà della superficie nazionale e ospitano appena il 13,5% della popolazione, ma svolgono un ruolo essenziale nella conservazione del capitale naturale del Paese. Allo stesso tempo in circa la metà dei 7.900 Comuni italiani, l’indice di boscosità è inferiore al 20% e questi territori (prevalentemente quelli in pianura dove vive oltre i due terzi della popolazione italiana) ospitano meno del 10% delle foreste nazionali, confermando una distribuzione del patrimonio boschivo fortemente disomogenea. “Il rapporto - si legge nella presentazione - conferma come l'Italia sia diventata una nazione forestale, con le foreste hanno superato i 100 mila chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa Superficie Agricola Utilizzata, fatto che non accadeva dal Medioevo. Un cambiamento profondo, avvenuto nell’arco degli ultimi decenni soprattutto a seguito dell’abbandono di terreni agricoli e pascoli marginali e di colture tradizionali non più redditizie, che ha trasformato il paesaggio italiano e il ruolo che il bosco svolge nei territori. Foreste che devono essere pianificate, gestite, certificate PEFC, in un processo in cui le comunità locali fanno la differenza”. I Comuni della Granda Il Comune della provincia di Cuneo con la superficie forestale più estesa è Garessio, al primo posto anche a livello regionale con i suoi con 10.809,52 ettari di boschi, seguito da Ormea (8.626 ettari) e Demonte (6.594,80 ettari). Tra i primi venticinque posti in Piemonte ci sono anche Vinadio, Sampeyre, Chiusa Pesio, Valdieri, Entracque e Roccaforte Mondovì. Se si osserva invece l’indice di boscosità, cioè la percentuale di superficie forestale rispetto a quella totale del Comune, in provincia di Cuneo primeggia Torre Mondovì con il 93,23%, poi Rittana (91,42%) e Isasca (88,98%). Tra i centri con meno superficie forestale, invece, Tarantasca, Grinzane Cavour, Marene, Torre San Giorgio, Genola, Polonghera, Moretta, Cavallermaggiore e Murello, tutti con una percentuale inferiore all’1%. Mondovì primeggia tra le “sette sorelle” con una percentuale del 17,93%, seguono Alba (10,49%), Bra (8,15%), Saluzzo (6,21%), Fossano (5,59%), Cuneo (5,46%) e Savigliano (2,39%). Il Comune più forestale d’Italia è Marcetelli, in provincia di Rieti, dove il 98,49% del territorio è coperto da boschi. Sul podio salgono poi Bormida (Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. La provincia di Cuneo La superficie forestale totale della provincia di Cuneo è di circa 265 mila ettari, di gran lunga il dato più alto tra le province piemontesi: la seconda è Torino, con circa 186 mila ettari, poi il Verbano Cusio Ossola con 112 mila ettari. Il Verbano registra l’indice di boscosità più alto, sfiorando il 50%: la provincia di Cuneo è seconda con un dato che si aggira intorno al 39%, comunque superiore alla media nazionale, che si attesta al 33%. La situazione del Piemonte L’indice di boscosità del Piemonte è del 38,23%: il dato più alto in Italia è quello della Liguria (72,07%), il più basso quello della Puglia (7,55%). La superficie forestale in Piemonte è di 970.593,93 ettari: in termini assoluti solo la Toscana, con 1.195.260,50 ettari, ha un’area boscosa più estesa. Il bosco non è marginalità Lo studio PEFC supera uno dei luoghi comuni più diffusi sul patrimonio forestale italiano, ovvero che il bosco sia necessariamente associato ai territori più marginali e arretrati. Se infatti è vero che la presenza forestale è strettamente legata ai territori a bassa densità abitativa, emerge anche come molti dei Comuni maggiormente caratterizzati dalla presenza del bosco siano oggi protagonisti di nuove dinamiche di attrattività sociale ed economica. Particolarmente significativo è il dato relativo ai flussi migratori. Tra il 2021 e il 2025, 932 Comuni italiani hanno registrato un saldo migratorio positivo, superiore al 10 per mille, segnalando una rinnovata capacità di attrarre popolazione. Questi Comuni rappresentano appena l’11,8% del totale nazionale e ospitano solo il 5% della popolazione italiana, ma custodiscono il 10,65% dell’intera superficie forestale del Paese. Oltre tre quarti di questa superficie ricade in Comuni con un indice di boscosità superiore al 60%. Secondo gli autori della ricerca “la crescente attenzione verso qualità ambientale, benessere, contatto con la natura e qualità della vita potrebbe rappresentare una delle determinanti di questa nuova attrattività territoriale, con il bosco che diventa un elemento sempre più rilevante nella scelta di vivere o investire nelle aree interne e montane”.