VALDIERI - La lotta contro i bocconi avvelenati raccontata in un podcast

Protagonista della puntata anche Argo, bracco francese dei Pirenei, che da due anni affianca il guardiaparco delle Aree Protette delle Alpi Marittime Mattia Colombo

Argo e Mattia - foto A. Boschiazzo

05/02/2026 16:43

Ares e Silvia, Argo e Mattia: due binomi cane-uomo, due storie opposte. Ares, il giovane cane di Silvia, è morto qualche anno fa a causa di un'esca avvelenata; Argo, bracco francese dei Pirenei, da due anni affianca il guardiaparco delle Aree Protette delle Alpi Marittime Mattia Colombo proprio nella lotta contro i bocconi avvelenati. Sono i protagonisti dell'ultima puntata del podcast Rendez-vous di Federico D'Errico, dedicata al fenomeno ancora troppo frequente del rilascio di bocconi avvelenati in natura e a chi quotidianamente cerca di combatterlo. La puntata "Quando l'odio ci avvelena tutti" parte dal doloroso racconto di Silvia per spiegare una storia che, purtroppo, non rappresenta un caso isolato: ogni anno in Italia centinaia di animali muoiono tra atroci sofferenze dopo aver ingerito esche e bocconi killer, vittime collaterali di una guerra contro animali selvatici e domestici considerati nocivi. Una pratica più comune di quanto si pensi e contro la quale l'arma più efficace è la prevenzione. Per questo motivo, nella puntata, l'autore ha raccolto l'esperienza di Mattia Colombo, guardiaparco APAM e coordinatore delle Unità Cinofile Antiveleno (UCA) del Piemonte, che insieme ad Argo, lotta quotidianamente contro questo crimine. Uno dei compiti principali dell'UCA è perlustrare il territorio alla ricerca di esche, con l’obiettivo di disinnescare eventuali pericoli prima che qualcuno si faccia male. "Le condizioni di lavoro delle Unità Cinofile Antiveleno possono essere particolarmente difficili: oltre a fiutare odori resistendo alla tentazione di toccare bocconi preparati apposta per ingolosire, questi supercani devono sapersi muovere in ambienti naturali imprevedibili, ignorando animali selvatici, tracce olfattive e distrazioni di ogni tipo" descrive Tommaso D'Errico. "Tutto ciò richiede un addestramento lungo e continuo, necessario per affrontare scenari diversi e in continuo mutamento". Proprio per questo motivo, le Unità Cinofile Antiveleno sono in costante addestramento e, per poter iniziare il lavoro sul campo, ogni binomio viene sottoposto a un esame: si tratta del test di sicurezza finale che ne certifica l'operatività, fondamentale per garantire la sicurezza del cane nella ricerca dei bocconi avvelenati. Un'ulteriore difficoltà di questo lavoro è quella di scoprire i colpevoli: la possibilità che vengano colti in flagrante, infatti, è quasi nulla e gli elementi necessari a condurre un'indagine sono spesso insufficienti. Infine, il problema degli avvelenamenti non riguarda più solamente la fauna selvatica, ma è diventata una questione di pubblica sicurezza: le esche avvelenate rappresentano infatti un pericolo anche per gli animali domestici e i bambini. Una prevenzione efficace, ottenuta grazie anche al lavoro delle Unità Cinofile, è fondamentale, ma il cambiamento deve avvenire anche - e soprattutto - sul piano culturale. Rendez-vous è un podcast di Tommaso D’Errico, prodotto da "Io non ho paura del lupo" e dedicato agli intrecci — spesso invisibili e talvolta esplosivi — tra esseri umani e fauna selvatica. Racconti, incontri, ricerche e riflessioni per capire cosa significa convivere con altre specie, tra conflitti e opportunità, paure e meraviglia. Uno spazio per osservare la natura da vicino e comprendere che la coesistenza non è un’idea astratta, ma un’esperienza quotidiana. Clicca QUI per ascoltare la puntata.        

c.s.