CUNEO - La sfida del Terzo Settore: "Bilanciare il diritto alla salute e l'inclusione sociale"

Nei giorni scorsi Società Solidale ha organizzato un'incontro per parlare di questa tematica e dar voce agli anziani

Redazione 01/04/2021 08:37

 
Bilanciare il diritto alla salute e l’inclusione sociale: è stata questa la grande sfide delle associazioni che si occupano di anziani sul territorio provinciale. Società Solidale ha realizzato una diretta Facebook, venerdì 26 marzo scorso, per parlare di questa delicata tematica e dare voce a quella fascia di popolazione più debole: gli anziani.
 
L’incontro, moderato da Mario Figoni, Presidente CSV Cuneo, ha visto gli interventi di Maria Teresa Bravo di Auser Savigliano, Mauro Cagno di Anteas Cuneo, Mauro Capraro di Svaf Fossano, Beppe Carazzone di Sea Alta Val Tanaro e Anna Maria Borlengo di AVC Alba.
 
L’incontro ha messo in luce la grande sofferenza che hanno vissuto le persone che vivono nelle RSA ma allo stesso tempo ha evidenziato come il volontariato sia capace di realizzare miracoli. 
 
In questo ultimo anno sono state realizzate attività straordinarie, ne è un esempio l’attività di ginnastica online realizzata dai Volontari dell’Annunziata di Busca: sono partiti telefonando in struttura mentre si stava facendo la consueta partita a carte pomeridiana, quelle telefonate hanno evidenziato che era necessario fare un passo in avanti, fare qualcosa di più per queste persone, migliorare la loro quotidianità chiusa in una struttura. E così, insieme alla fisioterapista, è tato realizzato un gruppo WhatsApp su cui si faceva ginnastica insieme. I video realizzati venivano poi caricati sulla pagina Facebook dell’associazione Volontari dell’Annunziata. 
 
Anche ad Alba i volontari dell’associazione AVC (che operano all’interno del Cottolengo, la Piccola casa della Divina Provvidenza) si sono messi in moto per non far mancare la loro amicizia. Si è partiti utilizzando il portone in vetro della struttura, quel vetro permetteva di vedersi senza rischio di contagio. E poi la tecnologia ha permesso di mantenere il contatto nel quotidiano. “Certo – spiegano i volontari – ci si stringe il cuore quando immancabilmente ci viene detto che desiderano rivederci, ma sappiamo che la nostra compagnia virtuale non è mai mancata, sappiamo di aver fatto qualcosa di concreto in questo momento così difficile.” Proprio per ridare una speranza a chi vive nella Piccola casa della divina Provvidenza i volontari stanno portando a termine la realizzazione della stanza degli abbracci.
 
Venire a conoscenza di situazioni di grande sofferenza ha dato il via a progetti importanti e a dir poco meravigliosi. L’associazione Anteas Cuneo, che da sempre si occupa di animazione nelle case di riposo, ha voluto fare un gesto concreto e ha acquistato le stanze degli abbracci.
Il progetto, di cui parliamo ampliamente con un’intervista al presidente su questo numero, è stato realizzato da Anteas Cuneo e FNP CISL Cuneo, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo Pubbliche e Private e il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese.
 
SEA Alta Val Tanaro ha invece raccontato cosa significhi fare volontariato con gli anziani in una zona periferica. I volontari dell’associazione, ha raccontato il presidente, sono a servizio di 2.300 persone, sono vere e proprie antenne di prossimità: quando c’è un problema ad una persona tutta la comunità si mobilita per aiutare e dare sostegno e supporto all’anziano solo. 
 
Anche Auser Savigliano ha raccontato un lavoro quotidiano di supporto e sostegno alla popolazione anziana: il loro non è solo un accompagnamento ma è proprio una presa in carico della persona anziana. Sul territorio questa presa in carico è stata realizzata attraverso una collaborazione molto stretta e fruttuosa con enti e istituzioni. Un lavoro costante, svolto da una rete molto ben strutturata, per contrastare la solitudine e per aiutarli nella gestione della quotidianità. Proprio per questo i volontari si stanno adoperando per collaborare alla campagna vaccinale, sia nella gestione burocratica che nell’accompagnare fisicamente a fare il vaccino.
 
L’associazione SVAF, oltre a raccontare le attività svolte nelle strutture per contrastare la solitudine come per esempio gli auguri di capodanno in musica, ha voluto evidenziare come questo periodo abbia scoperchiato un problema importante: l’anziano ha diritto di finire la sua vita in modo dignitoso. L’anziano ha diritto di fare qualcosa, ma soprattutto ha diritto di chiudere gli occhi l’ultima volta accanto alle persone che ama. Il Covid ha esasperato il problema della solitudine, un problema che già esisteva e a cui è necessario dare risposta.
 
L’incontro si è concluso con i sogni nel cassetto: i volontari delle associazioni partecipanti vogliono poter contribuire per farli tornare a sorridere, per farli emozionare di nuovo, per farli sognare e vivere ancora intensamente.
Un esempio molto lo hanno fatto i Volontari dell’Annunziata: vogliamo semplicemente riportare al mare i nostri anziani.

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