L’attenzione alla persona nel percorso di cura emerge da un’indagine condotta da Valentina Benedetti, Direttore della struttura di Medicina Interna di Mondovì e referente Asl CN1 per la Medicina di Genere, in collaborazione con Elisabetta Solazzi, Presidente di Arcigay Grandaqueer di Cuneo, e Federica Gallo, Biostatistica del Dipartimento di Prevenzione Asl CN1.
Un questionario compilato da 170 partecipanti ha infatti rivelato una maggiore sensibilità della popolazione femminile alle questioni di genere, indipendentemente dall'identità e dall'orientamento sessuale. Le donne hanno un'esperienza meno soddisfacente con il servizio sanitario rispetto agli uomini perché più frequentemente si sentono incomprese.
In generale, non sono emerse differenze legate all'orientamento sessuale, mentre l'identità di genere sembra influenzare l'accesso ai programmi di screening: le persone non cisgender (cioè persone la cui identità di genere non corrisponde al genere assegnato alla nascita) rinunciano più frequentemente allo screening rispetto alle persone cisgender per paura di essere giudicate o discriminate. L’indagine è stata presentata all’XI Congresso della Società Internazionale per la Medicina di Genere a Magdeburgo, in Germania, nel mese di settembre 2025.
La personalizzazione delle cure, invece, è l’obiettivo di uno studio di ricerca rivolto ai giovani adulti con disturbi mentali e condotto da Paola Isaia e Mara Barcella del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl CN1.
Il progetto è indirizzato alle persone tra i 18 e i 25 anni che accedono per la prima volta ai Servizi di Salute Mentale: la ricerca pone a confronto due contesti territoriali caratterizzati da differenze nell'organizzazione dei servizi: uno, l’Ospedale di Savigliano, in cui è presente un programma di intervento precoce per i giovani del territorio, l’altro, l’Ospedale di Mondovì, in cui non vi è un programma specifico.
Il percorso implementato a Savigliano consiste nell'attivazione di percorsi di cura individualizzati che includono psicoterapia, interventi educativi, supporto infermieristico alla terapia farmacologica, sostegno ai familiari, gruppi di discussione tra pari, oltre che nella collocazione dell’ambulatorio in uno spazio privo di connotazioni sanitarie, favorendo un ambiente informale e destrutturato, facilitando la richiesta di aiuto e consentendo interventi flessibili in termini di spazio e tempo.
L’indagine ha analizzato i passaggi in Pronto Soccorso e i ricoveri ospedalieri su un ampio arco temporale, dal 2013 al 2024, da cui è emerso che il percorso implementato a Savigliano non riesce a limitare l'accesso al Pronto Soccorso o i ricoveri in assoluto, ma riesce a ridurre il ricorso ripetuto al Pronto Soccorso e che, in caso di ricovero, la durata media è comunque inferiore per chi è inserito nel progetto. I risultati dello studio sono stati presentati al X Congresso dell’Associazione Italiana per la Prevenzione e l’Intervento Precoce nella Salute Mentale di Milano dell’ottobre 2025.
Queste linee di ricerca sanitaria rappresentano un importante passo avanti nel percorso verso una sanità più equa, inclusiva e attenta alle differenze individuali. Da questi progetti emerge come l’Asl CN1, parallelamente all’attività assistenziale, promuova una ricerca senza barriere incardinata sui concetti di inclusione e di personalizzazione delle cure.
CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE
La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all'interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI - R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un'esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull'evidenza scientifica.