CUNEO - Marchio “Qualità e Benessere” per tre case di riposo a Cuneo, Robilante e Roccaforte Mondovì

Ad ottenere il riconoscimento sono state la “Casa Famiglia”, la “Don Parola” e la “Monsignor Eula”

05/10/2023 09:29

Tre case di riposo della provincia di Cuneo hanno ottenuto il marchio “Qualità e Benessere” nell’ambito di un progetto di formazione a cui hanno preso parte tre consiglieri dell’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo Pubbliche e Private, tutti direttori di struttura, e alcuni dipendenti. L’Associazione, infatti, ha inteso avviare una sperimentazione pilota finalizzata al conseguimento del marchio, coinvolgendo le strutture “Casa Famiglia” di Cuneo, “Don Parola” di Robilante e “Monsignor Eula” di Roccaforte Mondovì. Il percorso formativo, avviato nel mese di marzo 2023, si è concluso nei giorni scorsi con la validazione dell’autovalutazione. Prossimamente saranno organizzati momenti di condivisione con i referenti delle altre case di riposo della Granda per avvicinarli alla pratica Q&B.
 
“L’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo Pubbliche e Private da sempre promuove le evoluzioni culturali presso le strutture del territorio – dichiara Daniele Elladi, direttore della casa di riposo “Monsignor Eula” di Roccaforte Mondovì-. Ottenuta l’adesione al marchio, sarà ora nostro compito lavorare per mantenerla, proseguendo con l’attività di indagine per i prossimi tre anni e redigendo poi un piano di miglioramento del servizio erogato, in un’ottica di costante progresso”.
 
Il marchio “Qualità e Benessere” è stato istituito nel 2005 dall’omonima società di Trento e rappresenta un modello di autovalutazione e valutazione reciproca partecipata del benessere e della qualità della vita delle persone anziane che vivono in una struttura residenziale a carattere socio-sanitario. Il livello della qualità erogata si misura attraverso 104 indicatori, strutturati su 12 valori etici corrispondenti ad altrettante dimensioni significative per la qualità e il benessere degli anziani non autosufficienti, quali il rispetto, l’affettività, l’umanizzazione, il gusto, la libertà, la vivibilità, la socialità, il comfort, l’operosità, l’autorealizzazione, la salute e l’interiorità.
 
“Misurare il grado di felicità degli ospiti di una casa di riposo è tanto fondamentale, quanto complicato – prosegue Elladi -. Proprio per questo ‘Qualità e Benessere’ ha individuato modalità di autovalutazione basate su gruppi di emersione composti da operatori della struttura, ospiti e loro familiari, ma anche da fasi di verifica documentale e ambientale e di controllo della qualità del cibo servito. Dopodiché, un team esterno, che include un certificatore e un’équipe di esperti provenienti da altre strutture, effettua a sua volta tali operazioni, così da confermare o meno quanto rilevato in sede di autovalutazione. L’iniziativa richiede molto tempo per la formazione del personale, ma la cultura di orientamento alla qualità che ne deriva è davvero preziosa, in quanto pone l’anziano e il suo benessere al centro di tutto”.
 

c.s.

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