CUNEO - “Mi riscatto per il futuro”: Casa Circondariale e Comune insieme per il reinserimento dei detenuti

Il protocollo d’intesa con l’amministrazione cuneese darà la possibilità ai carcerati di svolgere lavoro volontario e gratuito: prima destinazione il canile municipale

30/05/2023 17:40

Un protocollo d’intesa tra la Casa circondariale e il Comune di Cuneo è stato sottoscritto nel pomeriggio di oggi dal direttore reggente Domenico Minervini e dalla sindaca Patrizia Manassero. Oggetto dell’intesa, il progetto “Mi riscatto per il futuro” che darà la possibilità di svolgere lavoro volontario e gratuito di pubblica utilità da parte di persone detenute.
 
Questa iniziativa si aggiunge a una collaborazione proficua e di lungo corso tra la Casa circondariale e il Comune di Cuneo che prevede l’attivazione di cantieri di lavoro per detenuti con modalità protetta. Esiste infatti la possibilità per persone detenute, al di sotto dei 65 anni di età, di sperimentare un percorso di reinserimento sociale e lavorativo, per un periodo di sei mesi, svolgendo lavori di pubblica utilità presso strutture o uffici comunali. È il caso, per esempio, di quattro cantieristi, attualmente occupati per 35 ore settimanali grazie a un finanziamento regionale, co-finanziato dal Comune.
 
Per poter offrire percorsi ulteriori di lavoro al di fuori della Casa circondariale ora il progetto “Mi riscatto per il futuro”, mette in atto una maggiore flessibilità, per garantire uno spazio di impegno al di fuori del Carcere anche a persone che non rientrano nei parametri previsti dalle norme per i cantieri di lavoro, per esempio in ragione dell’età. Compito del Comune di Cuneo sarà predisporre, in accordo con la Direzione dell’Istituto, il programma delle attività, e garantire la copertura assicurativa; la Casa Circondariale individuerà i soggetti per i quali sussistano le condizioni per l’ammissione al progetto.
 
Così il nuovo Protocollo permetterà, nelle prossime settimane, la partenza di un’esperienza di volontariato presso il Canile comunale; l’attività prevedrà un impegno lavorativo di tre pomeriggi settimanali.  In base alle esigenze e ai profili delle singole persone, si potranno attivare altri percorsi simili.
 
“Questo Protocollo rappresenta un altro passo significativo nell’impegno della Città a creare una connessione con la Casa circondariale. Lo sforzo è quello di trovare strade a misura delle esigenze e delle storie delle singole persone, attraverso cui sostenerle nella riconquista di un ruolo e uno spazio sociale. Ogni percorso che si attiverà grazie a questo Protocollo sarà un segnale concreto della volontà di rafforzare la collaborazione e la disponibilità a fare la nostra parte, scommettendo sulle persone”, le parole della sindaca Patrizia Manassero.
 
“L’attenzione alla storia delle singole persone è quello che ha portato a questo passo importante”, il commento di Paola Olivero, assessore alle politiche sociali: “Come Comune siamo già al lavoro per attivare in modo rapido le esperienze di volontariato di cui c’è necessità”.
 
“Piena soddisfazione per la firma del protocollo d’intesa” esprime Alberto Valmaggia, garante comunale per le persone detenute: “Il progetto apre un nuovo canale interessante per situazioni in cui la reclusione non comporta miglioramenti. Ci saranno persone che potranno avere così l’opportunità di percorsi di semi-libertà all’esterno del carcere”.

c.s.

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