Mentre i Pronto Soccorso registrano oltre 62 mila accessi all’anno per problemi psichiatrici (più di 170 al giorno) e i dati regionali mostrano che i piemontesi in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale sono passati da 73 mila a oltre 75 mila negli ultimi due anni, la provincia di Cuneo può contare su un presidio territoriale pensato proprio per interrompere questa spirale: si tratta del rogetto “Psicologo delle Cure Primarie”. Avviato nel 2022 dalla Regione Piemonte in collaborazione con l'Ordine degli Psicologi, il progetto — il primo di questo genere in Italia — è oggi pienamente operativo in tutte e dodici le Asl del territorio. Nelle Asl CN1 e CN2 sono state erogate complessivamente 6.150 prestazioni dirette (codice Disciplina 91 – Psicologia) dalla fase di avvio al 31 dicembre 2025. A livello regionale il quadro è eloquente: le prestazioni complessive erogate hanno raggiunto quota 53.419 al 31 dicembre 2025, di cui 51.584 destinate ad adulti e 1.835 a minorenni. I pazienti adulti complessivamente trattati sono stati 10.313, a fronte di 286 minorenni — una componente che, pur non essendo il target primario del progetto, ha fatto registrare una domanda crescente e non trascurabile. L'incremento nel triennio è stato pressoché ininterrotto: dai 2.998 pazienti del 2022 si è arrivati a 10.624 nel 2025, con una crescita che ha più che triplicato i volumi in tre anni. Il tempo medio di attesa per il primo accesso si è stabilizzato intorno ai trenta giorni su scala regionale, a dimostrazione di una rete capace di assorbire la domanda in modo coordinato. La valutazione di efficacia, condotta su 1.413 pazienti che hanno completato il percorso di otto incontri, ha restituito risultati significativi: la sintomatologia depressiva si è ridotta del 76%, quella ansiosa del 65%. Il profilo medio dell'utente è una donna (74% dei casi), di 45 anni di età, con un'occupazione (circa il 50%), che affronta temi legati alla malattia propria o di un familiare, esperienze di lutto, difficoltà relazionali, separazioni, problemi lavorativi. Il punto sulla provincia di Cuneo “I numeri parlano chiaro: in provincia di Cuneo sono state erogate 6.150 prestazioni, un dato che si inserisce in un quadro regionale in cui la crescita della domanda non ha mai rallentato. – sottolineano i direttori delle strutture di Psicologia delle Asl CN1 e CN2, il dottor Maurizio Giuseppe Arduino e la dottoressa Ileana Agnelli - eppure la rete ha tenuto: il tempo medio di attesa per il primo colloquio si è stabilizzato intorno ai trenta giorni, un risultato che non era affatto scontato. Ciò che ci incoraggia di più, però, sono i dati di efficacia. Le attività previste dal progetto sono realizzate in integrazione e continuità con gli altri interventi psicologici previsti dalle due aziende sanitarie cuneesi, dedicati alla popolazione minorenne e adulta sul territorio”. “Non stiamo parlando di un servizio di sostegno generico, ma di un intervento misurabile, fondato sulla ricerca scientifica. Investire nella valutazione dell'efficacia non è un lusso: è la condizione perché questo modello possa essere difeso, replicato e migliorato”, spiega la professoressa Georgia Zara, vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, docente dell'Università di Torino. “Siamo nati come progetto sperimentale, ma siamo diventati qualcosa di diverso: un punto di riferimento per un disagio diffuso che, evidentemente, non trovava risposta altrove. Il Piemonte è stata la prima regione in Italia ad istituire questa figura e i numeri ci dicono che era necessario farlo. Intercettare il malessere prima che diventi patologia significa meno ricoveri, meno accessi impropri al Pronto Soccorso, meno costi per il sistema sanitario — e soprattutto meno sofferenza per le persone. Adesso servono altre risorse: il finanziamento triennale è una base, ma settanta psicologi su scala regionale restano pochi rispetto a una domanda che continua a crescere”, aggiunge il dottor Giancarlo Marenco, Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte. Lo Psicologo delle Cure Primarie opera in più sedi, direttamente collegate alle Case di comunità, in raccordo con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli infermieri di comunità. L'accesso avviene tramite Cup oppure attraverso i servizi di psicologia, sempre con l'impegnativa del medico di famiglia. Il servizio si rivolge a tutte le cittadine e i cittadini piemontesi. Le sessioni — fino a un massimo di 24 — hanno cadenza settimanale o bisettimanale.