CUNEO - “Ribellarsi con filosofia”: metti un sabato con Barbasophia

Matteo Saudino, docente torinese e star di YouTube, ha presentato a Cuneo la sua ultima fatica letteraria: “La filosofia? È nobile perché non serve a nulla”

Samuele Mattio 29/05/2022 18:30

Pubblicato in origine sul numero del 19 maggio del settimanale Cuneodice: ogni giovedì in edicola
 
Sabato 14, lontano dal consumismo mediatico dei grandi eventi di cui andiamo ghiotti negli ultimi tempi (vedi l’Eurovison, che fino all’altro ieri non filava nessuno), si è registrato alla Casa del Quartiere Donatello il passaggio del professore di filosofia Saudino, ideatore del canale Youtube “Barbasophia”.
 
Di recente, il docente torinese ha pubblicato la sua ultima fatica letteraria: “Ribellarsi con filosofia”, edita da Vallardi. Sul suo canale ha conquistato 200 mila iscritti totalizzando 21 milioni di visualizzazioni. Grazie a lui migliaia di studenti hanno potuto fare bella figura all’interrogazione di filosofia, mentre altrettanti adulti - che non avevano avuto la possibilità di districarsi tra Hegel e Spinoza sui banchi di scuola - hanno potuto approfondire un mondo a loro sconosciuto.
 
L’occasione per la tappa cuneese è stata un caffè letterario organizzato dall’associazione “1000miglia”, che al Donatello ha intervallato le domande al prof “più amato del Tubo” con musica live della band “One crossed” e letture teatrali della compagnia “Teatro in Bottiglia”. Il “prof fannullone” - per citare il titolo di un suo libro -, sfoggiando una delle sue irriverenti magliette a tema filosofico con la scritta “All you need is dasein”, ha letteralmente incantato i presenti con una dialettica degna dei grandi della storia. Nel suo ultimo lavoro Saudino guida i lettori attraverso la biografia e il pensiero di dieci filosofi alla scoperta del pensiero critico, a suo modo di vedere “uno strumento fondamentale per cambiare noi stessi e il mondo al fine di renderlo un luogo più bello e giusto”.
 
La narrazione parte dalla morte di ciascuno dei protagonisti. Talvolta è proprio l’ultima danza a riassumere l’esistenza dei grandi della storia, dal sofista Protagora, che la tradizione vuole morto in mare dopo aver lasciato Atene per le accuse di empietà, a quella di Epicuro, morto suicida per alleviare i dolori del corpo. Oltre a questi due giganti dell’antichità Saudino tratta altri personaggi più o meno noti, come l’evoluzionista ante litteram Anassimandro, la matematica Ipazia, ma anche pensatori più vicini a noi come Ètienne de la Boètie, Blaise Pascal, Baruch Spinoza, Olympe De Gouges, Immanuel Kant e Karl Marx.
 
L’insegnante dalla barba ispida, come Platone e Socrate, interpreta il “fare filosofia” come un grido di libertà, in un mondo in cui ogni azione viene realizzata soltanto se efficiente o redditizia. Partire dalle lezioni dei filosofi “fuori dal coro” per coltivare un pensiero unico e indipendente, allontanandosi dall’omologazione di massa. D’altronde, in questi tempi di frenesia e bulimia consumistica, la domanda sull’utilità della filosofia è ricorrente.
 
Nelle prime pagine del suo volume Saudino fa parlare un pensatore morto 2.344 anni fa, Aristotele: “La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile”. Queste parole, così antiche, ma al contempo attuali, servono a farci riflettere. L’insegnante di Torino, il cui entusiasmo è palpabile, riesce con efficacia a renderle comprensibili anche ai digiuni del pensiero critico, come quando al suo pubblico del Donatello dice: “Oggi tendiamo a dare un valore economico a tutto, dimenticandoci che a regalarci le gioie più grandi sono le piccole cose, che non possono essere acquistate, come un tramonto o il sorriso di un bambino”.
 
L’auspicio è che il prof di Barbasophia, tra un Mercato europeo e un evento magna-magna in piazza della Costituzione, buoni per riempire lo stomaco ma non l’anima, possa presto tornare a Cuneo per dare nuova linfa alle coscienze dei giovani e dei meno giovani. Magari in un contesto che possa ospitare un pubblico più ampio.

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