CUNEO - "Salutiamo con commozione ed entusiasmo l'arrivo dei Bersaglieri"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un gruppo di lettori in vista del Raduno Nazionale di Cuneo

Redazione 10/05/2022 16:51

Riceviamo e pubblichiamo.
 
Egregio Direttore,
siamo un gruppo di patrioti cuneesi che salutano con commozione ed entusiasmo la venuta a Cuneo dei Bersaglieri per il loro Raduno nazionale. Anche il Corpo dei Bersaglieri, come le altre gloriose Forze Armate, è la nostra Italia. Era il 1836, quando il capitano Alessandro La Marmora propose a Carlo Alberto la
costituzione nell’Armata Sarda di un corpo di militari con le tipiche funzioni della fanteria leggera, caratterizzato, però, da un’inedita velocità di esecuzione delle mansioni affidate e da una grande versatilità d’impiego: erano nati i Bersaglieri. Il primo ad indossarne la caratteristica uniforme, completata da quello che sarebbe diventato il leggendario “cappello piumato”, fu un nostro concittadino: il sergente Giuseppe Vayra, di Cherasco.
 
Rapidamente sono entrati nell’immaginario collettivo come l’archetipo del soldato italiano “per eccellenza”. Entrano a Roma nel 1870, restituendola all’Italia dopo quattordici secoli: l’immagine di quel 20 settembre glorioso rimarrà immortalata per sempre nel celebre quadro di Michele Cammarano. Sono sulle insanguinate pietraie del Carso, dove uno di loro, Enrico Toti – un mutilato romano che tanto insiste finchè viene arruolato – esaurite le munizioni, lancia contro i nemico la sua stampella. Corrono su tutti i fronti della seconda guerra mondiale: dalla Grecia, ai Balcani, alla Russia, all’Africa. Sono i giovani soldati che cantano allegramente, andando verso El Alamein. Tanti gli italiani che con orgoglio, hanno indossato, sul bavero dell’uniforme, le gloriose “Fiamme cremisi”.
 
A tutti ricordiamo un evento. Sono passate da poco le cinque del mattino di quel 26 ottobre 1954, quando, finalmente, i Bersaglieri dell’avanguardia della Brigata corazzata “Ariete” entrano a Trieste, che li sta attendendo, dopo dieci anni di indicibili sofferenze. È un tripudio: tutti i triestini sono per le strade ancora avvolte nell’oscurità: piangono, cantano, abbracciano i Bersaglieri e li ricoprono di fiori. Il noto cantante Teddy Reno, in piedi su un improvvisato palco, intona, in una piazza esultante, “ Le campane di San Giusto”. Evviva sempre i Bersaglieri!
 
Paolo Chiarenza, Guido Giordana, Alberto Anello, Paolo Barabesi, Luca Ferracciolo, Ivano Lai, Maria Grazia Montalbano, Fabio Mottinelli, Maurizio Occelli, Mario Pinca, Denis Scotti, Enzo Tassone, VandaValerio, Mauro Vannucci

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