CUNEO - Sanità, il Santa Croce capofila nell'assistenza a domicilio

Ora la struttura rilancia il progetto con l’Università del Piemonte Orientale (UPO) e l’AOU di Alessandria

14/07/2026 14:51

La provincia di Cuneo è un territorio vasto e complesso, caratterizzato da una popolazione distribuita tra aree urbane, rurali e montane. In un contesto così articolato, la prossimità delle cure rappresenta un elemento strategico per garantire continuità assistenziale e qualità del percorso terapeutico. Le recenti evoluzioni normative – dalle Good Clinical Practice al Regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche – incoraggiano modelli di ricerca e gestione clinica sempre più decentrati, digitali e territoriali. In questa cornice, l’esperienza maturata dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, ha portato a uno studio di fattibilità che anticipa le future sperimentazioni cliniche decentralizzate e amplia le opportunità di ricerca attraverso l’integrazione tra ospedale e territorio. Negli ultimi quattro anni, infatti, la struttura di Cardiochirurgia ha seguito 50 pazienti post – intervento cardiochirurgico direttamente sul territorio, applicando un percorso di monitoraggio clinico e assistenza domiciliare. Di questi, solo 3 hanno avuto necessità di ricovero, pari a circa il 6%. Si tratta di pazienti ultra - settantacinquenni, per i quali è plausibile una maggiore probabilità di rientro in ospedale. Il dato complessivo conferma la solidità del modello e la sua efficacia nel garantire continuità assistenziale. Il percorso prevede, al momento della dimissione, una visita di controllo a una settimana, la presenza di un caregiver in casa e la possibilità di contattare in ogni momento un medico di guardia o di reparto per eventuali criticità. Il riscontro è stato estremamente positivo: pazienti e familiari hanno evidenziato una ripresa post - operatoria più rapida e serena, favorita dall’ambiente domestico e dalla percezione di essere seguiti in modo strutturato anche fuori dall’ospedale. Un ulteriore beneficio osservato è la riduzione di circa due giorni di ricovero per paziente, legati all’attesa per l’accesso alla riabilitazione, che rappresenta un collo di bottiglia organizzativo superabile proprio grazie a un modello di gestione territoriale. Sulla base di questa esperienza, l’Azienda Ospedaliera, in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale (UPO) e l’AOU di Alessandria, ha predisposto l’implementazione di un modello strutturato, con risorse dedicate, che prevede l’utilizzo di strumenti di telemedicina e telemonitoraggio, la collaborazione con i servizi infermieristici territoriali e i medici di medicina generale, e un sistema digitale di rilevazione dei parametri clinici. Questo percorso consentirà di seguire il paziente nel periodo successivo alla dimissione, riducendo maggiormente gli accessi ospedalieri e migliorando la qualità della vita. In prospettiva, l’applicazione di criteri di eleggibilità potrà consentire di selezionare i pazienti più idonei a questo percorso, riducendo ulteriormente la percentuale di rientro in ospedale e rafforzando la qualità complessiva dell’assistenza. L’esperienza della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo si colloca pienamente nella traiettoria di innovazione sanitaria promossa dalla Regione Piemonte, che favorisce modelli di cura integrati e digitali, capaci di avvicinare sempre più la sanità al cittadino e di ampliare le opportunità di ricerca attraverso percorsi territoriali e tecnologici.

c.s.