CUNEO - Scuole nei piccoli Comuni: il Consiglio regionale del Piemonte chiede al Governo di rivedere i parametri

L'Ordine del giorno presentato da Franco Graglia (FI): "Sono importanti presidi del territorio contro lo spopolamento e segno tangibile del futuro che cresce"

23/07/2026 08:41

Un campanile, il municipio e la scuola: sono questi i tre elementi che caratterizzano un paese e la sua vita sociale ed economica. Una realtà che in Piemonte - e nel Cuneese in modo particolare - è molto presente, che la politica deve tutelare, soprattutto sostenendo servizi e opportunità. La scuola rappresenta il futuro, è socialità, è occupazione e punto di riferimento del territorio, per questo il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte, Franco Graglia, ha presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta regionale a salvaguardare i plessi scolastici nei piccoli Comuni piemontesi. “Un impegno fondamentale al quale tengo molto, a sostegno del territorio e della comunità - precisa il vicepresidente Graglia -. Dove c’è una scuola c’è una generazione che cresce, ci sono genitori che non si allontanano dal paese, ma ci sono anche servizi, opportunità e sviluppo in molti settori, dall’agricoltura al commercio al turismo, indispensabili per far sì che i nostri piccoli paesi, grande ricchezza del Piemonte e della Granda, non vengano abbandonati e continuino ad essere vivi e vitali”. La riduzione della popolazione scolastica è purtroppo una realtà ma non bisogna solo basarsi su formule numeriche per organizzare il sistema scolastico, “Perché - precisa Graglia -, così si rischia di indebolire l’offerta scolastica in territori che sono già fragili. È importante invertire la rotta in maniera concreta, facendo squadra e utilizzando il buon senso per definire le priorità”. Nel suo ordine del giorno, il vicepresidente del Consiglio ha citato due “modelli virtuosi”, casi pratici che hanno saputo fare la differenza: Cortemilia e Cavallerleone, dove negli ultimi anni si è investito molto su manutenzione e riqualificazione degli edifici scolastici, è stata rafforzata l’offerta formativa, si sono organizzati doposcuola gratuiti e anche corsi sulla sicurezza stradale. “Queste esperienze - sottolinea Graglia - dimostrano come le amministrazioni locali si impegnino con investimenti significativi per mantenere vivi i servizi scolastici, ma il rischio è che risultino insufficienti. Per questo ho ritenuto necessario chiedere un impegno della Giunta per domandare al Governo di rivedere i parametri che assegnano gli organici scolastici e non correre il rischio di chiudere un presidio di vitale importanza per un paese. La rete scolastica regionale deve considerare i plessi scolastici come presidi strategici, capaci di sconfiggere l’abbandono dei nostri paesi e garantire un futuro alle comunità anche in territori frammentati come il nostro. I piccoli Comuni - conclude il vicepresidente Graglia - non possono essere considerati realtà marginali, perché costituiscono una componente fondamentale dell’identità, della storia, dell’equilibrio territoriale del Piemonte”.