CUNEO - Tutti i caduti cuneesi nella Seconda Guerra Mondiale raccolti in una banca dati

Il lavoro realizzato dall'Istituto Storico della Resistenza e dal professor Michele Calandri a partire dagli anni '70 è online dal 2015 grazie al contributo della Fondazione CRC

Andrea Dalmasso 05/08/2019 15:51

Unanimemente riconosciuta come la più immane tragedia del Novecento, una delle più grandi della storia dell'umanità, la Seconda Guerra Mondiale, secondo le stime odierne, causò tra civili e militari quasi 55 milioni di vittime in tutto il mondo. In Italia il dato dei morti causati dal conflitto si avvicina alle 500 mila unità. Anche la provincia di Cuneo uscì da quella tremenda guerra con ferite profonde e difficilmente rimarginabili ben visibili sulla pelle. La Granda pagò un tributo importante in termini di vittime sia prima dell'armistizio dell'8 settembre 1943, sia nei due anni successivi, quelli della sanguinosa guerra di Resistenza. Non sono rari i casi di famiglie che a partire dal 25 aprile in poi si diedero alla ricerca di quei figli, quei mariti o quei fratelli che non avevano più fatto ritorno dal fronte, dei quali non erano più giunte notizie e che quindi risultavano a tutti gli effetti dispersi. Molte di quelle famiglie riuscirono a conoscere il destino di quegli uomini che avevano atteso per anni solo trovandone nomi e cognomi sugli elenchi dei caduti comparsi sui numerosi libri che sarebbero stati poi pubblicati negli anni. 
 
Oggi quei nomi e quei cognomi sono contenuti in una sola grande banca dati, un archivio realizzato dall'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo in cui sono contenuti tutti i caduti della (e nella) provincia nella Seconda Guerra Mondiale. Una ricerca iniziata negli anni '70 e che oggi è interamente disponibile online sul sito dell'Istituto. Per il periodo 1940-1943 la discriminante è l'appartenenza, per nascita o residenza, ad un comune della provincia di Cuneo, per il periodo 1943-1945, in ragione della guerra partigiana, il criterio si è fatto necessariamente più estensivo arrivando a conteggiare anche i non nati né residenti nel cuneese, ma deceduti combattendo nella Granda. Il database online permette di effettuare ricerche per nome, cognome, luogo di nascita e di residenza, luogo e data di morte. 
 
Nella banca dati sono contenuti i caduti militari appartenenti alle forze armate regie prima e dopo l'8 settembre '43, i civili deceduti nel corso della Resistenza, i partigiani nati, residenti o morti nella provincia di Cuneo o appartenenti a formazioni attive nella Granda. Analogo criterio è stato applicato per gli appartenenti alle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, gli internati militari italiani e i deportati deceduti nei campi di detenzione, oltre che per i militari alleati caduti sul territorio provinciale.
 
Spiega Marco Ruzzi, archivista dell'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo: “Un lavoro che iniziò negli anni '70 e di cui il professor Michele Calandri (ex direttore dell'Istituto, ndr) fu cuore e anima. Inizialmente la ricerca passava per gli uffici Anagrafe di ogni singolo Comune, poi si “snellì” facendo riferimento ai Registri di Stato Civile depositati dagli stessi comuni presso i Tribunali”. 
 
L'archivio era stato inizialmente realizzato nel tradizionale formato cartaceo, poi, con l'arrivo degli anni '90 e dei primi pc, la banca dati venne trasferita anche su computer. “All'inizio degli anni 2000 la Provincia pubblicò due volumi su questa ricerca. - prosegue Ruzzi - La pubblicazione online dell'archivio è del 2015 e avvenne grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in occasione del settantesimo anniversario della Resistenza". La banca dati conta 15.290 voci corrispondenti ad altrettanti caduti. Più di 15 mila morti, più di 15 mila storie a cui il conflitto pose la prematura parola “fine”, più di 15 mila “Vite spezzate”, il titolo che l'Istituto Storico della Resistenza ha dato a questo imponente e triste archivio.

Qui il link per consultare l'archivio.


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