BENE VAGIENNA - Agricoltura sociale: un'azienda di Bene Vagienna premiata a Roma da Confagricoltura

A “La fattoria di Bubi e Mimi” la VII edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale” per un progetto di inclusione giovanile

24/01/2023 15:44

Martedì 24 gennaio, presso Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura nazionale, l’azienda “La fattoria di Bubi e Mimi” di frazione Pra, Bene Vagienna, è stata premiata alla VII edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale”, progetto ideato da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata, che punta a valorizzare, attraverso l’agricoltura, attività di welfare verde per offrire supporto, riabilitazione e reinserimento sociale alle persone più fragili. “La fattoria di Bubi e Mimi”, unica vincitrice per la sezione ordinaria del concorso in rappresentanza del Nord Italia a livello nazionale, è una fattoria didattica e sociale costruita sui principi dell’agroecologia ed ha trionfato grazie al progetto “Fili d’erba”, che coinvolgerà minori e giovani in situazione di svantaggio sociale nelle attività di coltivazione di erbe aromatiche e officinali finalizzate ad una linea di BiocosmETICA. Il premio, dal valore di 40.000 euro, è accompagnato da una borsa di studio per frequentare il Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata.
 
“Il lavoro delle aziende agricole impegnate in progetti di agricoltura sociale è di gran pregio: la loro visione dell’agricoltura va ben oltre la coltivazione e la produzione, trasformandosi in un collegamento tra persone, processi sociali e culturali, portando benefici all’intera collettività - dichiara Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Ci complimentiamo dunque con ‘La fattoria di Bubi e Mimi’ per questo prestigioso riconoscimento”.
 
“La nostra realtà nasce dal bisogno sociale di bambini del nostro territorio la cui vita dev’essere riannodata alla realtà: bimbi ai margini, il cui percorso di crescita è interrotto o impossibilitato da situazioni limite famigliari o ospedaliere - racconta Christian Foti di “La fattoria di Bubi e Mimi” -. Attraverso la cura del verde, questi bambini migliorano la propria autostima e rafforzano le proprie capacità e autonomie. La vita in natura porta ad un miglioramento terapeutico permettendo ai ragazzi di sentirsi parte di qualcosa di concreto. All’ingresso della nostra fattoria, ci piace far notare questa citazione di Lev Tolstoj, appesa in bella mostra, che rappresenta lo spirito dei nostri progetti ‘Una delle prime condizioni di felicità è che il legame tra l’uomo e la natura non si rompa’”.
 
“Un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto e che ci riempie di orgoglio perché dimostra come l’agricoltura, non sia solo il settore primario, ma anche capace di intraprendere strade innovative, di riscatto sociale e di welfare per le fasce più fragili della popolazione. Senza perdere la propria dimensione economica e imprenditoriale, le aziende che praticano agricoltura sociale sottolineano la dimensione etica d’impresa. Un’intuizione che continua a dare i suoi frutti e un esempio di sostenibilità da imitare”, ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.
 
Il progetto premiato, denominato “Fili d’erba”, prevede interventi di aiuto tramite la cura e la gestione del verde, finalizzati all’inclusione sociale di bambini in situazione di svantaggio. Per questa attività “La fattoria di Bubi e Mimi” coinvolgerà venticinque bambini e tre ospiti del Sistema di Accoglienza e Integrazione di Bene Vagienna. Dopo ottanta ore di formazione tecnico-pratica per la coltivazione delle piante aromatiche e officinali saranno 4.000 le piante e le erbe, a basso consumo d’acqua e dall’alto valore agro ecologico, piantumate e curate dai protagonisti del progetto. Le attività porteranno alla nascita di sei nuovi prodotti di BiocosmETICA il cui 30% degli incassi di vendita sarà utilizzato per il proseguimento del progetto negli anni a venire e, in particolare, per sostenere il costo degli educatori che affiancano i giovani partecipanti.
 
Una scelta imprenditoriale, quella di impegnarsi in progetti sociali all’interno di imprese agricole, che ha saputo coniugare perfettamente i ritmi lenti della natura con il reinserimento lavorativo, restituendo dignità a migliaia di persone. Questo tipo di agricoltura è oggi ben consolidata sul territorio: sono più di 3.500 le aziende del settore che vi si dedicano con successo, occupando 38mila addetti, con un fatturato di 300 milioni. Secondo i dati Ismea 2020, in otto anni le aziende agricole che svolgono, oltre al regolare impegno legato alla coltivazione della terra e all’allevamento, attività sociali perfettamente integrate sono cresciute del 250%. L’agricoltura sociale è praticata dal 12,5% del totale delle imprese agricole; le attività più diffuse sono le fattorie didattiche e l’inserimento lavorativo di persone fragili (Rapporto Agricoltura100, Reale Mutua - Confagricoltura, 2022).

c.s.

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