Riceviamo e pubblichiamo.
Caro Direttore,
mi permetto di segnalare la vicenda di un enigma sportivo legato ad una grave inefficienza attribuibile esclusivamente all’amministrazione comunale di Fossano. Tutto fermo, tutto tace ma soprattutto non giungono notizie ufficiali dal Comune di Fossano in merito all'utilizzo del “nuovo campo da calcio a 11”, anche alla luce della realizzazione e consegna degli spogliatoi annessi finiti ormai da mesi. Proviamo a fare un breve riassunto della vicenda.
Era il lontano ottobre 2022 quando la ditta vincitrice di appalto pubblico consegnava l’impianto finito del campo da calcio e rugby. Sono passati tre anni dall’inaugurazione dello stesso impianto con tanto di benedizione, foto di rito e tornei inaugurali di calcio e rugby. Estate 2023 e poi il 2024, tutto si ferma, si attende di fare la gara di appalto per la gestione del campo, ma mancano gli spogliatoi. Il campo viene dichiarato impraticabile, nessuno ne calpesterà più il fondo.
Nel 2025 il nuovo impianto annunciato come calcio/rugby perde la destinazione di utilizzo per lo sport con la palla ovale e le porte ad H vengono trasferite nell’impianto di atletica. Contrariamente a quanto deliberato nel 2019 dalla giunta Tallone circa l’esclusiva destinazione d’uso dell’atletica leggera (delibera 15/01/2020), il “Villaggio sportivo Bongioanni” riprende di fatto una configurazione multidisciplinare.
A settembre del 2025 finiscono i lavori degli spogliatoi annessi al nuovo impianto senza che questi vengano inaugurati e senza che questi vengano utilizzati. La giunta del Comune, anche attraverso le pagine del giornale locale “La Fedeltà”, ha dichiarato che il campo non è agibile e che occorrono nuovi lavori per rifarne in sintetico il fondo.
In questi quasi 4 anni la spesa per un impianto dove sono state giocate tre o quattro partite al massimo, dove inspiegabilmente tutto si è fermato in attesa di cosa, ammonta a circa 1,5 milioni di euro. Anche le società di calcio locali tacciono, eppure proprio loro lamentano spese esorbitanti e mancanza di impianti.
Per far luce su questa vicenda sempre più controversa, perché il Comune non produce una perizia tecnica con incarico indipendente per esaminare la praticabilità o impraticabilità del terreno? Il Comune pubblichi il documento di ultimazione dei lavori e il successivo certificato di collaudo dell’impianto che la ditta ha consegnato nel momento dell’ultimazione delle attività. Attraverso questi elementi si potrebbe avere chiaro il punto della situazione attuale e si verrebbe a conoscenza di quanto è successo negli anni scorsi.
Grazie per l’attenzione.
Stefano Cassine