Vince di un’incollatura nel carnevale di Fossano il carro “retrofuturistico” di Racconigi, unendo la fantascienza a un sorprendente omaggio a Charlie Chaplin. L’accesa competizione con i secondi classificati di Scalenghe si risolve con due soli punti di scarto: i torinesi portavano in gara un’affascinante metafora dell’umanità attuale, intrappolata nelle spire di un “progresso” che non migliora la qualità della vita. Terzo, a sorpresa, un carro al suo esordio assoluto: quello degli Amis dei Coriandoli dell’oratorio di Verzuolo, animato da 170 figuranti vestiti di blu per rappresentare il mondo sottomarino. Nel pomeriggio di sabato i sette carri sono stati preceduti dalla Filarmonica Arrigo Boito, dagli sbandiedatori e dal corteo del Monarca. In largo degli Eroi la presentazione e poi la partenza della sfilata, con animazione curata da Simona Solavagione, Mario Piccioni e Ariel di TRS Radio. La giuria, composta dal sindaco Dario Tallone e dalla vicesindaco Donatella Rattalino, nonché dai presidenti dei borghi fossanesi, dal Monarca e Monarchessa e da un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio, ha assegnato il premio in base a cinque parametri: l’impatto visivo dei carri allegorici, la tematica trattata, la coreografia e i costumi e, in ultimo, la satira e l’attualità. Grande l’entusiasmo per il ritorno dell’evento, che mancava dal 2012, voluto dall’amministrazione comunale. Questi i carri che si sono sfidati: 1. Desvela di Scalenghe - “Appesi a un filo”: Il carro rappresenta l’umanità come marionette manovrate da un burattinaio, il tempo, e intrappolate in un sistema chiamato “progresso”. Figure come i topi “Ritardo” e “Fretta” simboleggiano l’ansia, ma il lieto fine vede le marionette spezzare i fili per ritrovare la libertà. Il gruppo è composto da 600 sfilanti. 2. Fiori di Bambù di Mondovì - “La danza delle conoscenze”: Un viaggio nell’animo umano. Un drago sputafuoco simboleggia la negatività, mentre un’elfetta con il suo piffero la trasforma in armonia. Il carro vuole ricordare l’equilibrio tra luce e ombra, caos e bellezza. 3. Le Teste Mate di Villafalletto - “L'unione fa la forza”: Utilizzando una metafora marina, il carro contrappone la forza solitaria dello squalo all'unione del gruppo. Il messaggio è che la vera forza risiede nella collaborazione e non nell'individualismo. Il gruppo conta circa 120 sfilanti. 4. Compagnia dei Festaioli (Centallo/Fossano) - “Beatamenti dannati”: Ispirato all’Inferno di Dante, il carro ritrae l’uomo moderno perso nell'egoismo. La scena è dominata da un demone blu, la porta dell’inferno e la barca di Caronte, rappresentando la crisi culturale e valoriale contemporanea. 5. Amis dei Coriandoli di Verzuolo - “D’Antarti da Verzuolo, i Coriandoli sono in volo”: Il carro rappresenta il mondo sottomarino con pesci e coralli colorati. I 170 figuranti, vestiti di blu, simboleggiano le gocce d'acqua. La forte presenza di bambini incarna il vero spirito del carnevale. 6. I-Mat di Pinerolo - “Più denti The World, Greatest Show Remake”: Un’allegoria sull’aggressività e il consumismo della società. La protagonista è Tiffany, una T-Rex usata in uno spettacolo circense per saziare la fame di sensazionalità del pubblico, ma lo show non andrà come previsto, insegnando un'importante lezione. 7. Marayun di Racconigi - “Retro Futuristico”: Grazie a una sostanza chiamata “farnelite”, Charlie Chaplin viaggia dal 1760 al 2034, un futuro dominato da cyborg e intelligenza artificiale. Il carro pone una domanda sull’evoluzione tecnologica e l’importanza di non perdere la propria umanità.