BENE VAGIENNA - Il cavallo di Napoleone rivive a Bene Vagienna: arte, storia e memoria in mostra a Casa Ravera

Dal 29 marzo al 31 maggio l'opera dell'artista piozzese Franco Sebastiano Alessandria racconta il passaggio del 1796 e unisce memoria personale e identità del territorio

Alessandro Nidi 24/03/2026 07:56

Sarà visibile fino al 31 maggio, negli spazi di Casa Ravera a Bene Vagienna, la scultura dedicata al cavallo di Napoleone realizzata da Franco Sebastiano Alessandria. L’opera, presentata ufficialmente il 29 marzo, si inserisce in una mostra promossa dall’associazione Amici di Bene e rappresenta uno degli eventi culturali più suggestivi della stagione. Al centro dell’esposizione c’è “Marengo”, il celebre destriero legato alla figura di Napoleone Bonaparte, qui reinterpretato in una scultura a grandezza naturale che colpisce per forza espressiva e originalità tecnica. Diversamente dalle sue creazioni più note, l’artista ha scelto per questa opera una lavorazione in malta cementizia, modellata con sensibilità plastica e arricchita da inserti di antiche chiavi in ferro, che danno forma a dettagli come criniera e coda. Il risultato è un equilibrio tra materia e simbolo, tra solidità e immaginazione. L’opera nasce anche da un ricordo lontano, legato all’infanzia dello scultore. Durante il periodo trascorso in collegio a Cherasco, Alessandria ascoltava un racconto che parlava di un grande albero e di un cavallo legato con forza, capace di liberarsi spezzando un ramo. Un’immagine rimasta impressa nella memoria per decenni, fino a trovare forma concreta proprio in questa scultura. La mostra assume così un doppio valore: personale e storico. Il riferimento è al passaggio di Napoleone nel territorio, avvenuto il 24 aprile 1796, nei giorni immediatamente successivi alla Battaglia di Mondovì. In quella fase cruciale della campagna d’Italia, l’avanzata delle truppe francesi segnò un punto di svolta che avrebbe portato di lì a poco all’armistizio con i Savoia. Il transito a Bene Vagienna rappresenta uno dei momenti simbolici di quella marcia verso la pianura. Attraverso la scultura di “Marengo”, quell’episodio storico torna a vivere in una forma nuova, trasformandosi in racconto visivo capace di collegare passato e presente. Non è solo la rappresentazione di un cavallo, ma una sintesi tra memoria collettiva e immaginazione individuale. L’esposizione, allestita nella cornice di Casa Ravera, diventa quindi un percorso immersivo tra arte e storia, dove il linguaggio contemporaneo dialoga con eventi lontani nel tempo. Un’occasione per riscoprire il territorio e le sue radici, ma anche per riflettere sul valore della memoria, che – proprio come le chiavi utilizzate dall’artista – continua ad aprire nuove possibilità di lettura e interpretazione.