Permane una situazione tipicamente primaverile di transizione in quota sulle Alpi Marittime, dove l’innevamento resta ancora abbondante soprattutto sui versanti settentrionali. Le condizioni attuali consentono la prosecuzione di alcune attività scialpinistiche, anche se con tratti che richiedono spesso il cosiddetto “portage”, ovvero il trasporto degli sci a spalla lungo le porzioni prive di neve continua. La presenza di neve residua interessa anche numerosi itinerari escursionistici, rendendo necessario un approccio particolarmente attento per chi si muove a piedi. Le raccomandazioni puntano innanzitutto sulla scelta consapevole delle escursioni, privilegiando percorsi adatti alle condizioni del momento e al livello tecnico dei partecipanti. Fondamentale, in questo contesto, l’equipaggiamento. Scarpe da trekking robuste e, in molti casi, ramponi possono risultare indispensabili per affrontare tratti ancora ghiacciati o compatti. L’attenzione deve inoltre essere massima in prossimità di residui di valanga e lingue di neve, che possono mantenere condizioni di instabilità o scivolosità, soprattutto nelle ore più fredde della giornata, quando il rigelo notturno rende il terreno più duro e insidioso. Le Aree Protette Alpi Marittime sottolineano come la stagione in corso richieda una particolare capacità di valutazione da parte degli escursionisti, chiamati a considerare non solo la quota, ma anche l’esposizione dei versanti e l’evoluzione quotidiana delle condizioni nivometeorologiche. Per i prossimi giorni, il suggerimento è quello di orientarsi verso mete situate su versanti ben esposti al sole — in particolare sud, sud-est, sud-ovest ed est — dove il disgelo è più avanzato e le condizioni risultano generalmente più favorevoli. In linea di massima, si consiglia di restare al di sotto della fascia compresa tra i 2000 e i 2200 metri, dove il paesaggio inizia a mostrare una fase più primaverile, con fioriture in progressiva esplosione e una varietà di colori che caratterizza questo periodo di transizione tra inverno e primavera inoltrata. Il quadro complessivo resta quindi quello di un ambiente alpino ancora parzialmente invernale in quota, ma già pienamente primaverile alle quote medio-basse, dove la progressiva fusione del manto nevoso apre scenari escursionistici più accessibili e paesaggisticamente ricchi.