MONDOVÌ - Carnevale di Mondovì, è Cecilia Turbiglio la Bela Monregaleisa 2026

Svelata l'interprete del ruolo femminile principale della manifestazione: "Una grandissima emozione"

31/01/2026 15:00

Classe 1995, monregalese, igienista dentale: è Cecilia Turbiglio la Bela Monregaleisa 2026. Nata e cresciuta a Mondovì, da un paio d’anni collabora con il fratello ed il papà nell’attività di famiglia, lo Studio Dentistico Turbiglio. Il carnevale lo porta nel cuore: quest’anno sarà lei ad interpretare il ruolo femminile principale della manifestazione, quello della Béla, figura centrale della storia ufficiale del Carnevale di Mondovì. Con la sua presentazione, la manifestazione può partire ufficialmente. Cecilia, prime emozioni da Béla Monregaleisa? Ti senti ‘pronta’?
“Quando sono stata individuata come Béla ho provato una grandissima emozione, unita ad una grande soddisfazione: la Béla è una figura storica, molto importante per il Monregalese. Un ruolo di peso insomma. Ne ho parlato subito con i miei genitori, entusiasti pure loro. Se mi
sento pronta? Sì, anche perché il mio lavoro mi ha abituata ad avere contatto quotidianamente con anziani, bambini, persone di qualsiasi fascia di età. E poi il carnevale mi è sempre piaciuto, ho sempre partecipato alle sfilate e ai vari appuntamenti di festa, ritengo sia una delle
tradizioni più belle di Mondovì”. Quali sono i tuoi hobby?
“Amo lo sport, perché è importante prendersi cura del corpo, come della mente, per stare bene con se stessi. Amo praticare sport – in particolare quelli che non prevedono competizione – in particolare il nuoto, ma anche pilates, yoga, tennis. Ma mi piace anche cantare, specialmente con mio papà che è bravissimo al piano; leggo, ascolto molti audiolibri e podcast; e cerco di ritagliarmi tempo anche per viaggiare”. Qual è il tuo ricordo più bello legato al carnevale?
“Ricordo benissimo quando, da piccola alle elementari, aspettavamo la visita del Moro, che all’epoca era Aurelio Cattò. Era un momento emozionantissimo: saltavo, ballavo, mi arrampicavo... Praticamente fuori di me dalla gioia. Era un momento diverso da tutti gli altri,
davvero bellissimo”. Come hai scelto il vestito da Béla?
“Ho avuto un colloquio con Cinzia Ghigliano, che ha realizzato il bozzetto. Ho optato per il verde come colore principale; la scelta del tessuto non è stata semplice, perché la ricerca dei particolari è molto attenta. Ho voluto uno scollo a cuore e una novità importante è la coroncina di fiori che porterò in testa: non la solita e tradizionale 'ciambella', ma un vero e proprio ornamento floreale che richiama molto quello delle tavole della nostra storia illustrata”. Cosa ti aspetti da questo Carlevé?
“Mi aspetto un clima festaiolo, ovvio. Ma con la giusta moderazione. Il Carlevé da questo punto di vista si è evoluto molto, è diventato più elegante, meno sguaiato. Farne parte integrante sarà facile, sia all'interno della Famija Monregalesi che della Corte vedo solo persone a cui voglio bene, un ambiente familiare e persone serie, Moro compreso”. Quale pensi sarà l’emozione più grande?
“Credo andare nelle scuole con il GiroMoro. Da bambina era un’esperienza che mi aveva emozionata tantissimo: ora sarà interessante capire cosa si prova a stare dall’altra parte. È una esperienza che mi manca e verso la quale sono molto curiosa. I bambini ti arricchiscono molto ed è bello poter proporre loro idee e progetti: sarà bello farlo, un domani, anche con idee legate alla mia sfera lavorativa”. Un ultimo pensiero sulla città di Mondovì, che cambia e si presenta sempre più bella e accattivante.
“Mondovì è la mia città. Mi piace da sempre, la trovo comoda, dal punto di vista estetico è bellissima, molto regale, persino più bella di tante altre città. Ed il nostro carnevale, in questo senso, la impreziosisce ulteriormente”.  

c.s.