Il Comune di Ceva compie un passo importante verso la transizione energetica aderendo alla comunità energetica rinnovabile Mondocer, con l’obiettivo di diventarne socio fondatore. Una decisione che segna una svolta per il territorio, ma che in Consiglio comunale ha acceso un dibattito articolato tra visioni diverse. Ad aprire la discussione è stato il vicesindaco Ferrero, che ha voluto sottolineare il valore del percorso costruito negli ultimi mesi e il ruolo attivo che Ceva potrà ricoprire. Non una semplice adesione formale, ma la volontà di partecipare in modo diretto alle scelte strategiche e alla gestione dei benefici generati dalla comunità energetica. Il dottor Marco Lombardi ha poi ricostruito la nascita del progetto, evidenziando come Mondocer sia frutto di un lavoro avviato nel 2022 grazie a un bando della Fondazione CRC. Un percorso che ha coinvolto enti locali, scuole, imprese e associazioni, con l’obiettivo di creare una rete capace di produrre e condividere energia rinnovabile. Alla base c’è un principio semplice, ma innovativo: l’energia prodotta e consumata localmente genera incentivi economici che vengono redistribuiti tra chi produce, chi consuma e la comunità stessa, con una quota destinata anche a finalità sociali. Un elemento centrale è quello della cabina primaria, che definisce i confini geografici della comunità energetica. In questo contesto, Ceva si trova in una posizione strategica, essendo collocata al centro della cabina del Cebano. Questo aspetto, secondo i promotori, rafforza il peso del Comune all’interno del sistema e apre prospettive importanti sia sul piano economico sia su quello organizzativo. Accanto agli aspetti positivi, non sono mancate le critiche. Il consigliere Bezzone ha espresso dubbi sulla scelta di aderire a una realtà già esistente invece di costituire una comunità autonoma con Ceva capofila. Secondo questa visione, una soluzione indipendente avrebbe garantito maggiore autonomia decisionale e un coinvolgimento più diretto anche dei Comuni dell’Unione Montana. Le perplessità hanno riguardato anche la documentazione, ritenuta non completa rispetto all’ingresso nel direttivo della comunità, e la gestione dei finanziamenti ottenuti negli anni precedenti. In particolare, è stato sollevato il tema delle risorse assegnate dalla Fondazione CRC e del loro utilizzo nell’ambito del progetto. La maggioranza ha risposto sottolineando come la scelta sia stata ponderata e non rappresenti un ripiego, ma una strategia precisa. Entrare in una struttura già avviata consente infatti di accelerare i tempi, ridurre il carico amministrativo e sfruttare un’organizzazione già operativa. È stato inoltre chiarito che l’ingresso nel direttivo è già stato condiviso a livello preliminare e che l’iter formale sarà completato nei prossimi mesi. La decisione assume un valore ancora più rilevante se si considera che le comunità energetiche rappresentano un’opportunità limitata nel tempo. Gli incentivi previsti dureranno infatti per circa vent’anni, ma l’accesso sarà progressivamente chiuso, rendendo fondamentale posizionarsi fin da subito. Con l’approvazione finale del Consiglio comunale, Ceva entra così in una nuova fase, puntando su sostenibilità, collaborazione territoriale e innovazione energetica come leve per lo sviluppo futuro.