CEVA - Ceva, il 10 febbraio una cerimonia per commemorare il Giorno del Ricordo

L'amministrazione si recherà presso il parco Martiri delle Foibe, dove verrà depositato un omaggio in memoria delle vittime

01/02/2026 16:40

Martedì 10 febbraio Ceva celebrerà il Giorno del Ricordo. Questa importante data, ormai da anni entrata nel calendario delle celebrazioni istituzionali del nostro Paese, ricorda la firma del trattato di Parigi, che assegnava alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia. Il 10 febbraio commemora alcune delle pagine più buie della storia contemporanea: i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-istriano-dalmata. Martedì 10 febbraio alle ore 11 l’Amministrazione comunale si recherà presso il parco Martiri delle Foibe, ove verrà depositato un omaggio in memoria delle vittime. Come sempre, l’invito sarà esteso a tutta la cittadinanza, ma un’attenzione particolare viene riservata agli studenti degli istituti scolastici del cebano. Così come il 27 gennaio, il 10 febbraio è infatti un’occasione non solo per approfondire tematiche storiche, ma soprattutto per meditare sul senso del ricordo, della memoria e sugli insegnamenti del passato, come il richiamo di un vaccino che fortifica gli anticorpi della società, affinché ciò che è stato non torni mai più. “Il Giorno del Ricordo si inserisce tra i momenti importanti della nostra comunità, sia sotto il profilo dell’istituzione, della cosa pubblica, sia come privati cittadini. Non dimentichiamo poi che i brutali assassinii e le violenze che costrinsero migliaia di persone a lasciare le loro case scaturirono semplicemente dal fatto che si trattasse di cittadini italiani, una persecuzione razziale tra le più cruente del Novecento, dove gli italiani vennero usati prima come pedine sullo scacchiere europeo e poi come vittime sacrificali. La Seconda guerra mondiale ha lasciato morti, stragi e strascichi di cui è doveroso parlare ancora oggi, più di 80 anni dopo la sua fine.” Così il sindaco, Fabio Mottinelli. “Dobbiamo fare memoria e fare tesoro di una lezione impartita, purtroppo, a costo di vite altrui. Solo così potremo muoverci consapevolmente nel mondo in cui viviamo, purtroppo caratterizzato da numerosi conflitti, capaci di riconoscere fin da subito i primi segni dell’odio”. Prosegue l’assessore alle Politiche sociali Cinzia Boffano: “Ricordare i martiri delle foibe e l’esodo dei nostri connazionali è un modo per tenere viva questa pagina di storia che purtroppo, per molto tempo, è stata dimenticata. Gli orrori della guerra sono stati tanti, troppi, e ognuno caratterizzato dalla sua inenarrabile portata di gravità in termini di vite umane, ma tutti e ciascuno di questi devono essere raccontati. Parlarne serve non solo per omaggiare le vittime, ma anche per sensibilizzare noi tutti, che siamo qui oggi e che siamo responsabili delle nostre scelte, dei nostri pensieri, delle nostre azioni, e di come questi impattino sulla collettività. Coinvolgere le scuole, i più giovani, e con loro insegnanti e dirigenti, rimane un nostro punto fermo in queste occasioni. Lo dico da amministratore, ma anche da mamma. I ragazzi devono conoscere, devono sapere, e anche ciò che a scuola non si riesce ad affrontare approfonditamente nel corso dei programmi deve essere portato alla loro attenzione con altre forme di informazione e divulgazione”. Conclude Laura Amerio, assessore all’Istruzione: “Un momento di raccoglimento e condivisione, come quello delle celebrazioni, può essere uno stimolo ad approfondire e a riflettere sia in classe, magari attraverso qualche lavoro o attività ad hoc, sia a casa. E poi non dimentichiamoci che dobbiamo passare loro il testimone, saranno loro gli adulti di domani, e noi abbiamo il dovere di formarli affinché siano costruttori di un mondo migliore, dove il futuro si regga sulle solide basi di un passato studiato, ricordato e, proprio per questo, non
reiterato nuovamente”.

c.s.