Un nuovo laboratorio produttivo, ma soprattutto una nuova alleanza. È stato inaugurato all'interno della casa circondariale di Rovigo il nuovo laboratorio produttivo realizzato da Panaté Società Benefit e Cooperativa Sociale Solidarietà scs, dedicato alla produzione di pane e lievitati artigianali destinati al mercato HoReCa. L'evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'amministrazione penitenziaria, della Polizia Penitenziaria, della cooperazione sociale, del mondo imprenditoriale, della Chiesa locale e degli organi di informazione, mostrando concretamente come il lavoro possa diventare uno strumento reale di dignità, responsabilità e reinserimento. Ad accogliere gli ospiti è stato il picchetto della Polizia Penitenziaria, simbolo di una collaborazione che rende possibile costruire opportunità concrete all'interno degli istituti penitenziari. Alla conferenza inaugurale hanno preso parte Mattia Arba, direttore della casa circondariale di Rovigo, Valeria Gaspari, viceprefetto vicario della Prefettura di Rovigo, Davide Danni, ceo di Panaté, Stefano Bolognesi, amministratore della Cooperativa Solidarietà scs, e Luca D'Alba, general manager Italy di Autogrill Avolta e Dario Fabbri, presidente della Cooperativa La Rosa. Tra gli ospiti della giornata era presente anche Luca D'Alba, general manager Italy di Autogrill Avolta, la cui partecipazione ha rappresentato uno dei segnali più significativi dello sviluppo del modello Panaté. La collaborazione già avviata tra Panaté e Autogrill dimostra infatti come il reinserimento possa diventare parte di una filiera produttiva reale, nella quale il mercato non è un elemento esterno al progetto ma una componente essenziale della sua sostenibilità e della sua crescita. Nel corso della conferenza inaugurale, Mattia Arba, direttore della Casa Circondariale di Rovigo, ha sottolineato il valore del lavoro come strumento fondamentale del percorso trattamentale e del graduale reinserimento delle persone detenute nella società. La presenza di Valeria Gaspari, viceprefetto vicario della Prefettura di Rovigo, ha inoltre testimoniato l'attenzione delle istituzioni verso iniziative capaci di coniugare sicurezza, responsabilizzazione e inclusione attraverso percorsi concreti di formazione e lavoro. Un messaggio condiviso da tutti i protagonisti della giornata: il reinserimento non può essere affidato a un singolo soggetto, ma richiede una responsabilità collettiva capace di mettere in relazione istituzioni, imprese, cooperative e territorio. “Nessuno realizza un progetto come questo da solo. Un laboratorio in carcere, per essere efficace, nasce quando istituzioni, imprese e cooperative decidono insieme di assumersi una responsabilità. Oggi celebriamo l'inizio di una responsabilità condivisa” ha dichiarato Davide Danni, ceo di Panaté. Un concetto ripreso anche da Stefano Bolognesi, amministratore della Cooperativa Solidarietà scs: “Per noi questo laboratorio non è solo un luogo produttivo. È un presidio formativo e sociale che nasce dentro il territorio e che il territorio deve sentire proprio. Le persone hanno bisogno di opportunità concrete, ma soprattutto di contesti capaci di accompagnarle davvero nel tempo”. Tra le testimonianze raccolte nel corso della giornata, particolarmente significativa quella della giudice penale del Tribunale di Rovigo, Alessia Vanoli, che ha voluto sintetizzare il significato dell'iniziativa con una riflessione tanto semplice quanto potente: “Sono qui per vedere cosa accade dopo il mio lavoro”. Una frase che richiama il tema centrale dell'evento: la pena termina con una sentenza, ma il futuro delle persone si costruisce attraverso opportunità concrete di lavoro, formazione e inclusione. Particolarmente significativa è stata anche la presenza delle cooperative che già collaborano con Panaté in altri territori italiani, tra cui T-essere Alternative, partner del progetto nella Casa di Reclusione di Padova, ed Emmaus Genova, che accompagnerà la prossima apertura Panaté nel capoluogo ligure. “La forza del modello Panaté è la sua capacità di essere replicabile. Non un'esperienza isolata, ma un metodo che può generare opportunità in luoghi diversi. Il compito delle cooperative è costruire contesti abilitanti, capaci di accompagnare le persone verso autonomia, lavoro e inclusione” ha sottolineato Anna Michelotto di t-Essere Alternative. Una presenza che ha testimoniato una forma di cooperazione autenticamente generativa, capace di condividere competenze, esperienze e strumenti per costruire insieme nuove opportunità. Tra le realtà che accompagnano lo sviluppo del progetto vi è anche Italforni, partner tecnico di Panaté fin dalle prime fasi del percorso. A margine dell'inaugurazione, Massimo Rossini, direttore commerciale Italia di Italforni, ha dichiarato: “L'evento di oggi rappresenta il coronamento di un percorso iniziato tre anni fa quando abbiamo incontrato Panaté per la prima volta. Abbiamo riconosciuto fin da subito la serietà del progetto e siamo orgogliosi di mettere le nostre competenze e le nostre tecnologie al servizio di una realtà che dimostra come qualità produttiva e valore sociale possano crescere insieme”. Uno dei momenti più significativi della giornata è stato l'intervento di Luca D'Alba, general manager Italy di Autogrill Avolta: “La nostra collaborazione con Panaté nasce dalla volontà di coniugare l'eccellenza di prodotto con l'impegno sociale. Siamo già partner per la fornitura delle basi pizza del rinnovato format Spizzico e, ora, l'obiettivo è dare massima visibilità a questo progetto espandendolo gradualmente nel nostro network. Oggi le grandi aziende, oltre ad occuparsi del business, hanno il dovere di esercitare una responsabilità sociale coinvolgendo attori che realizzano progetti di grande impatto proprio come quello di Panaté. Solo in questo modo è possibile creare un circolo virtuoso in cui privato, pubblico e associazioni lavorano insieme per garantire una sostenibilità che sia al tempo stesso economica e sociale”. L'apertura di Rovigo si inserisce in un percorso di crescita nazionale nato in Piemonte e oggi presente negli istituti penitenziari di Cuneo, Fossano, Torino, Padova e Rovigo, oltre al laboratorio esterno di Magliano Alpi, con una nuova apertura già prevista a Genova. "Condannati a fare cose buone" è il messaggio che accompagna tutti i laboratori Panaté in Italia e che ha dato il titolo all'evento. Una frase che sintetizza una visione precisa. Perché dal carcere possono uscire prodotti di qualità. Ma soprattutto possono uscire persone che, attraverso il lavoro, recuperano dignità, competenze, relazioni e futuro. La giornata si è conclusa con la visita al laboratorio produttivo e con una foto che ha riunito lavoratori, operatori, cooperative, istituzioni, Polizia Penitenziaria e partner industriali attorno al banco di produzione. Non una foto celebrativa. Ma l'immagine concreta di una comunità che sceglie di condividere una responsabilità.