FRABOSA SOTTANA - Dieci tecnici per recuperare un infortunato a 160 metri di profondità: l'esercitazione sul Mondolè

L'attività del Soccorso Alpino si è svolta sabato 13 giugno nell'Abisso Dolly, cavità a quota 1.775 metri nel comprensorio di Prato Nevoso e Artesina

Redazione 15/06/2026 15:43

Sabato 13 giugno l’Abisso Dolly, cavità a quota 1775 metri sul versante nord-orientale del Mondolé, nel comprensorio di Prato Nevoso-Artesina, ha ospitato un’esercitazione della Prima Delegazione di Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) presso. L’attività ha permesso una nuova verifica sul campo delle tecniche di recupero alleggerite sviluppate dalla Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico del CNSAS, finalizzate a rendere più rapide ed efficienti le operazioni di evacuazione di un infortunato in ambiente ipogeo. Una squadra composta da soli dieci tecnici - fra i quali un medico esperta in soccorso in ambiente impervio - ha simulato il recupero di una barella con un infortunato, risalendo attraverso il sistema di pozzi alternati a strettoie che caratterizza la cavità. Le operazioni sono state avviate all’inizio dei meandri sub-orizzontali che si sviluppano a 160 metri di profondità e si sono concluse quando la barella con il figurante ha raggiunto l’ultimo pozzo, a breve distanza dall’ingresso. In uno scenario operativo reale, quest’ultima strettoia particolarmente angusta avrebbe reso necessario l’intervento dei tecnici della Commissione Disostruzione del CNSAS, specializzati nell’allargamento in sicurezza dei tratti più stretti mediante tecniche specifiche. Durante tutte le operazioni, la direzione del soccorso - allestita a poche centinaia di metri dal Rifugio Balma, a quota 1890 metri - ha mantenuto un contatto continuo con la squadra impegnate in grotta grazie al sistema di comunicazione radio-telefono sviluppato dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS per consentire il collegamento diretto tra l’interno della cavità e un campo base posto anche a notevole distanza dall’ingresso. L’intero recupero si è concluso in sole dieci ore. Il risultato ottenuto ha confermato l’efficacia delle tecniche di movimentazione alleggerite e l’elevato livello di preparazione e affiatamento dei tecnici coinvolti, evidenziando come l’esperienza maturata e l’aggiornamento continuo rappresentino elementi fondamentali per affrontare con efficacia le operazioni di soccorso in ambiente sotterraneo. L’attività rientra nel programma di addestramento permanente del CNSAS e contribuisce al costante sviluppo delle procedure e delle tecniche impiegate negli interventi di soccorso speleologico, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati di sicurezza ed efficienza operativa.