Un secolo di storia industriale prova a trasformarsi nel volano del rilancio economico della valle Tanaro. La Giunta comunale di Ormea ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo cruciale per il futuro della "Stracceria", uno degli edifici più simbolici dell’ex complesso della cartiera di Ormea, dismesso ormai dal lontano 2007. La delibera segna l’avvio di un percorso che potrebbe sottrarre al degrado un gioiello di archeologia industriale unico nel suo genere. Costruito oltre cento anni fa, il fabbricato della "Stracceria" è un’opera di grande valore storico: si tratta infatti di una delle primissime strutture industriali in cemento armato realizzate in Piemonte. Sviluppato su tre piani, l'edificio ospitava un tempo il cuore pulsante delle prime fasi di lavorazione della carta – la cernita e la bollitura degli stracci – impiegando fino agli anni '80 soprattutto manodopera femminile. Oggi quel grande immobile dimenticato, che accoglie chi arriva in paese mostrando sulla facciata rivolta verso la statale 28 la storica scritta "Cartiera di Ormea", rappresenta una ferita urbana e un costo fisso di manutenzione per le casse pubbliche. La proposta spontanea di Ilsat BD A sparigliare le carte dopo anni di tentativi di recupero andati a vuoto è stata la proposta spontanea presentata dalla società privata Ilsat BD srl, denominata "Restart Project Ormea". Il piano propone una totale rifunzionalizzazione dell’area in chiave produttiva, promettendo forti e positive ricadute sul fronte occupazionale, turistico, economico e culturale, senza però intaccare l'identità storica della struttura. Incassati i pareri favorevoli dei responsabili del servizio tecnico e finanziario, l’amministrazione ha riconosciuto il palese interesse pubblico dell'operazione, preferendo la via della rigenerazione privata all’inevitabile e progressivo deterioramento del bene. L'indirizzo politico della Giunta traccia ora una rotta ben definita: la possibilità di concedere l'immobile in comodato gratuito per un periodo di trent'anni, una durata ritenuta coerente con l'entità degli investimenti necessari al recupero. L’iter è solo all'inizio e il passaggio finale sarà subordinato a una rigorosa istruttoria tecnica e giuridica. Gli uffici comunali dovranno infatti definire la procedura amministrativa più idonea, garantendo il rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento per blindare un progetto che punta a restituire ai cittadini un pezzo fondamentale della propria memoria collettiva.