Raccontare ciò che accade, vivendolo in prima persona, restituendo al pubblico non una verità, ma la realtà dei fatti. È da sempre questo lo spirito con cui Lucia Goracci, inviata di guerra della Rai, negli anni, ha raccontato al pubblico i maggiori conflitti bellici del Medio Oriente ed è a lei che il Comune di Farigliano ha scelto di assegnare il Premio Isabella Doria 2026, dedicato a tutte le donne che, con coraggio e spirito di abnegazione, hanno saputo distinguersi nel panorama nazionale e internazionale, diventando protagoniste del loro tempo. Il riconoscimento si ispira alla figura di Isabella Doria, signora del feudo di Farigliano dal 1337 al 1353 che, si narra, per porre fine a continui dissidi in paese, invitò le donne a sfidarsi ai birilli, trovando così una soluzione pacifica per risolvere i problemi fra gli uomini. Il gioco divenne nel tempo una vera e propria tradizione che, ancora oggi, è tramandata. “Da sempre il premio ha l’obiettivo di premiare e far conoscere sul nostro territorio le donne che, nei diversi settori, hanno saputo distinguersi – spiega il sindaco, Ivano Airaldi –. Dopo lo sport e le discipline STEM, lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di ospitare la professoressa Eugenia Carfora, dirigente scolastico al Parco Verde di Caivano (NA). Quest’anno il riconoscimento sarà dedicato al mondo del giornalismo e al prezioso ruolo che svolgono gli inviati di guerra nel raccontare i conflitti. In passato, nel corso della mia carriera militare, ho avuto occasione di accompagnare molti giornalisti in missione e credo che, nel panorama attuale, sia ancora più importante far comprendere alla gente quanto sia importante garantire un’informazione trasparente e che corrisponda alla realtà”. “Siamo orgogliosi di poter consegnare il premio ‘Isabella Doria’ alla giornalista Lucia Goracci – dicono dal direttivo della biblioteca e dall’associazione ‘Gioco delle Bije’ di Farigliano –. Il suo impegno nel mondo dell’informazione e soprattutto il suo ruolo come inviata di guerra fanno comprendere quanto sia importante e fondamentale tutelare la libertà di stampa e i giornalisti che, ogni giorno, anche in contesti difficili come quelli colpiti da conflitti bellici”. Nata a Orbetello, Lucia Goracci fin da bambina ha sviluppato un profondo amore, ma soprattutto una vocazione per il giornalismo, a partire dalla lettura dei testi di Oriana Fallaci. Dopo aver lavorato nella sede Rai del TGR Sicilia, è stata conduttrice delle edizioni serali del telegiornale, diventando poi inviata in Medio Oriente, sempre per la Rai. Impossibile riassumere il suo impegno come inviata di guerra. Nel corso della sua carriera ha svolto attività di reporter ad Haiti durante il terremoto del 2010 e, nel periodo post-pandemico, ha realizzato un complesso servizio sulle lacune della campagna vaccinale in Romania, dove è stata trattenuta dalle forze dell’ordine, insieme alla troupe Rai, a seguito di un’intervista. Nel 2024 è stata inviata in Libano come corrispondente nella guerra Israele-Libano. Appuntamento sabato 7 marzo alle 15 nei locali della biblioteca civica “Nicola e Beppe Milano”, in piazza San Giovanni 12 bis.