A Frabosa Soprana, la devozione popolare e la memoria familiare si intrecciano nuovamente grazie al recente ripristino di uno dei piloni votivi più significativi del borgo, davanti al condominio Boschetto. L’edicola, dedicata a Nostra Signora delle Grazie, è stata restituita alla comunità nel suo antico splendore, testimoniando come il tempo non possa scalfire i valori della riconoscenza e dell'affetto. La storia di questo pilone affonda le radici nel Dopoguerra, nato come un profondo atto di ringraziamento verso la Madonna. Fu la zia "Ieta" a volerne l'edificazione, un gesto di fede per celebrare una notizia attesa e sperata: il ritorno a casa, sani e salvi dal fronte, dei fratelli Mini e Bepin. Da allora, il pilone è rimasto un punto di riferimento non solo religioso, ma identitario per l'intera zona, simbolo di una ferita di guerra che si è rimarginata lasciando spazio alla speranza. Il ripristino odierno non è solo un’opera di conservazione architettonica, ma il compimento di una promessa di cuore. Come recita la nuova dicitura apposta sulla pergamena dipinta, il restauro è avvenuto nel 2026 per esplicito desiderio di Battistino. L'opera di recupero è stata commissionata da Monica e Veronica a Fabry ‘l Pitur, che hanno voluto così onorare la memoria di Battistino e della moglie Rita. Un passaggio di testimone generazionale che garantisce al pilone di continuare a vegliare sulle strade di Frabosa. Per i passanti e i pellegrini che si fermano in preghiera, la pergamena restaurata riporta fedelmente la storia del luogo: "Questo pilone fu fatto edificare da zia 'Ieta' per ringraziare la Madonna per il ritorno dei fratelli Mini e Bepin dalla guerra. Restaurato nel 2026 per desiderio di Battistino. In ricordo Suo e della moglie Rita, con affetto Monica e Veronica". Un piccolo monumento che, oggi più che mai, ci ricorda come la storia di una comunità sia fatta di piccoli gesti, grandi ritorni e affetti che non conoscono oblio.