MONDOVÌ - L'enigma del pozzo di Mondovì: un reperto storico danneggiato, ma impossibile da riparare

Il manufatto del Seicento, lesionato da un veicolo, accende il dibattito in Consiglio comunale, ma l'assenza di un proprietario blocca i risarcimenti dell'assicurazione

Alessandro Nidi 31/05/2026 12:50

Esiste un antico manufatto nel nucleo storico di Mondovì la cui paternità rimane un totale mistero, al punto che nessuno è autorizzato a restaurarlo. La struttura, un vecchio pozzo ormai inutilizzato da tempo immemore e di cui si ignora persino lo stato di chiusura interno, versa in condizioni precarie. La situazione è precipitata di recente, quando un veicolo in retromarcia lo ha colpito durante una manovra, danneggiandolo seriamente. Paradossalmente, l'assicurazione del conducente responsabile dell'incidente si sarebbe detta pronta a coprire le spese di ripristino, ma i fondi non possono essere erogati poiché manca un beneficiario ufficiale: nessuno sa infatti a chi debba essere intestato il risarcimento. La singolare vicenda è approdata sui banchi del Consiglio comunale durante la seduta del 29 maggio. Faccenda sollevata da Rocco Pulitanò, esponente di Fratelli d'Italia tra le fila della minoranza, il quale ha formalizzato un'interrogazione per chiedere un intervento di salvaguardia da parte della Giunta. La sollecitazione ha raccolto l'appello della onlus monregalese "Cordero Lanza di Montezemolo", un'associazione da sempre attiva nella tutela della memoria storica locale che da anni tenta invano di fare chiarezza sulle origini del manufatto. Le uniche stime disponibili collocano la costruzione intorno al XVII secolo, ma non esiste alcun documento ufficiale che ne attesti l'esatta datazione o l'originario costruttore. I dubbi burocratici hanno però frenato le speranze di un rapido restauro. Il vicesindaco, Gabriele Campora, ha risposto all'interrogazione spiegando che gli uffici municipali sono ben consapevoli del problema, ma si trovano le mani legate. Dai registri non emerge alcuna prova di proprietà e lo stesso Comune non ha la certezza legale di essere il titolare del bene, elemento che impedisce qualsiasi stanziamento di fondi pubblici per la riparazione. Il pozzo sorge nel vicolo del Teatro, una stradina secondaria e poco frequentata, se non dai residenti della zona. La via si snoda come un corridoio nascosto tra la centrale via Beccaria e via Cottolengo, la strada percorsa quotidianamente dagli studenti che si recano alle sedi distaccate del Politecnico. In questo angolo riparato, l'antico cimelio resta in attesa che un cavillo legale o una ricerca d'archivio permetta finalmente a qualcuno di "adottarlo" e salvarlo dal degrado.