La gestione dei rifiuti a Mondovì riserva finalmente una sorpresa positiva, o quantomeno non si traduce in un aumento per i contribuenti. Per la prima volta dopo un lungo periodo di costanti rincari, le spese complessive legate al servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura hanno subito una battuta d'arresto, registrando anzi una seppur contenuta flessione. La cifra risparmiata ammonta a circa 47mila euro, una quota apparentemente marginale rispetto alle imponenti cifre globali del settore, ma che rappresenta comunque un calo dell’1% capace di invertire la tendenza degli anni passati. La novità è emersa ufficialmente durante la seduta del Consiglio comunale di Mondovì svoltasi il 29 maggio, durante la quale l'assessore al Bilancio, Alberto Rabbia, ha preso la parola per esaminare la voce all'ordine del giorno dedicata proprio alla fiscalità locale. L'esponente della Giunta ha esordito annunciando direttamente la contrazione della Tari, un'affermazione che sancisce il raggiungimento di un traguardo importante per le casse e per la pianificazione finanziaria del municipio. Per comprendere come questo scenario impatterà sulle tasche dei residenti, è necessario considerare il meccanismo che regola la tassa. Per legge, il piano finanziario del servizio si basa su un principio di perfetto bilanciamento: l'ammontare complessivo delle fatture emesse a carico della cittadinanza deve coincidere esattamente con le spese totali sostenute dall'ente pubblico per la rimozione e lo smaltimento dell'immondizia. Di conseguenza, essendosi ridotta la spesa a monte, si genererà un beneficio automatico anche a valle, traducendosi in un alleggerimento dei bollettini che verranno recapitati alle famiglie. La riduzione effettiva per le singole utenze resterà tuttavia molto contenuta. L'importo finale dovuto da ciascun nucleo familiare non dipende esclusivamente dai costi generali fissi, ma è influenzato da una serie di parametri specifici e variabili, tra cui spiccano l'ampiezza dell'immobile e il numero dei residenti che occupano l'abitazione. Sebbene il risparmio pro capite si preannunci dunque nell'ordine di pochi spiccioli, il dato politico ed economico più rilevante resta la fine di una spirale di aumenti che pareva inarrestabile.