Un riconoscimento che porta il nome di Mondovì fino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nella sala polifunzionale di Roma si è svolta la cerimonia del concorso “L’Italia delle donne”, iniziativa promossa dal Ministero della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità in collaborazione con ANCI, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’esercizio del diritto di voto alle donne in Italia. Alla cerimonia hanno preso parte il vicesindaco, Gabriele Campora, e l’assessora alle Pari opportunità, Francesca Bertazzoli, insieme ai rappresentanti di numerosi Comuni italiani. Presente anche la ministra Eugenia Roccella, che nel corso dell’evento ha richiamato l’importanza di valorizzare le figure femminili capaci di incidere in modo concreto nella crescita sociale ed economica dei territori. Tra oltre duecento candidature pervenute da tutta Italia, il Comune di Mondovì si è aggiudicato il premio nella categoria Lavoro e imprenditoria, risultando l’unico ente selezionato dell’intera regione Piemonte. Un risultato che ha dato particolare risalto alla proposta monregalese, incentrata sulla riscoperta di una protagonista della storia economica locale. La candidatura ha infatti riportato al centro dell’attenzione la figura di Anna Massimino, che nel 1884, alla morte del marito Giuseppe Besio, assunse la guida dell’azienda ceramica di famiglia. In un’epoca in cui il ruolo imprenditoriale femminile era raro e spesso ostacolato, Massimino seppe proseguire e consolidare l’attività con determinazione e competenza, tanto che la denominazione “Vedova Besio e figli” divenne nel tempo un marchio riconosciuto nel settore. “Essere stati scelti tra più di duecento candidature e risultare gli unici selezionati dell’intera regione Piemonte – hanno commentato il sindaco Luca Robaldo e l’assessora Bertazzoli – testimonia la validità della nostra proposta, che ha voluto celebrare una grande monregalese troppo a lungo dimenticata, effige di un tessuto imprenditoriale locale da sempre attivo e vivace”. Nel loro intervento, il sindaco e l’assessora hanno inoltre sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: “Dopo l’indiretto riconoscimento al suo operato, certificato dal nome aziendale ‘Vedova Besio e figli’, con oggi riusciamo finalmente ad onorare la sua figura e la sua vera identità a prescindere dal mero cammino lavorativo". Un premio che diventa così occasione di memoria e restituzione storica, oltre che segnale concreto di attenzione alle pari opportunità e alla valorizzazione del contributo femminile nello sviluppo del territorio.