C’è anche il Comune di Mondovì tra gli undici enti selezionati per il progetto “Lavoro Buono”, iniziativa promossa dalla Provincia di Cuneo insieme alla Fondazione Industriali ETS e presentata venerdì 15 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino. A raccontare il progetto è stato il sindaco del capoluogo monregalese e presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, che ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa e il lavoro svolto dal Comune monregalese per aderire al percorso. Grazie al progetto, Mondovì potrà accogliere temporaneamente all’interno dei propri uffici una persona che vive una situazione di fragilità (una madre disoccupata con figli, ndr), offrendo un’opportunità concreta di inserimento lavorativo e crescita personale con il sostegno della Fondazione Industriali ETS e della Banca Alpi Marittime. “È un segnale importante - ha spiegato Robaldo - per chi ha bisogno di un’occasione concreta ma anche per la pubblica amministrazione, che dimostra attenzione verso percorsi di inclusione e sostegno sociale”. Un risultato raggiunto grazie al lavoro dell’assessore Francesca Botto e degli uffici comunali, che hanno seguito il progetto permettendo a Mondovì di rientrare tra i Comuni selezionati. L’iniziativa coinvolgerà complessivamente undici realtà del territorio provinciale: oltre a Mondovì sono stati insigniti infatti anche Cuneo, Fossano, Saluzzo, Busca, Dogliani, Carrù, Guarene, Santa Vittoria d’Alba, Rifreddo e l’Unione Montana di Ceva. Il progetto è rivolto a persone che vivono differenti condizioni di fragilità sociale ed economica. Tra i destinatari figurano donne vittime di violenza o con importanti difficoltà legate alla gestione familiare e ai carichi di cura, giovani e persone over 55 con disabilità, cittadini con percorsi migratori alle spalle, ragazzi provenienti da contesti familiari complessi e care leavers, ovvero giovani che durante la minore età hanno vissuto percorsi di allontanamento dal proprio nucleo familiare. Previsto inoltre il coinvolgimento di persone in regime di semilibertà. L’obiettivo del progetto è costruire occasioni concrete di inclusione attraverso esperienze lavorative capaci di restituire autonomia, dignità e nuove prospettive, rafforzando allo stesso tempo il legame tra enti pubblici, realtà sociali e territorio.