MONDOVÌ - Mondovì, Robaldo sui nuovi lavori: "Metteremo definitivamente al sicuro l'area della Polveriera"

Al via gli interventi per lo scaricatore delle acque meteoriche e un nuovo attraversamento rialzato. Intanto, spunta un retroscena storico di 40 anni fa

Alessandro Nidi 04/06/2026 12:50

"Ennesimo cantiere?!". Esordisce con ironia nel suo ultimo post social il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, consapevole che ogni intervento stradale porta con sé una dose inevitabile di disagi per la cittadinanza. Eppure, i lavori appena avviati in via Polveriera rappresentano una svolta fondamentale per la sicurezza di un quartiere strategico della città. Il fulcro principale del cantiere riguarda la realizzazione dello scaricatore delle acque meteoriche. Si tratta di un'opera strutturale attesa da decenni, pensata per mettere definitivamente in sicurezza un'area urbana che, a partire dagli anni Ottanta, ha vissuto una forte espansione residenziale e si è arricchita di numerosi e apprezzati servizi. Grazie a questo intervento, la gestione del deflusso idrico non sarà più un'incognita durante le forti piogge. Le novità non si fermano alla gestione delle acque. Più a valle – per la precisione all’altezza dell'incrocio tra via Ermena, via Carboneri e via Vasco – verrà realizzato un attraversamento pedonale rialzato. Si tratterà del terzo dosso posizionato in questo specifico tratto rettilineo. L'obiettivo della Giunta è chiaro e viene espresso dal sindaco senza troppi giri di parole: "Speriamo sia risolutivo della maleducazione di alcuni automobilisti". Un presidio necessario, dunque, per costringere i veicoli a moderare la velocità e per garantire l'incolumità dei pedoni in un punto storicamente critico. A margine della comunicazione tecnica, il primo cittadino ha voluto condividere un curioso aneddoto sul passato di Mondovì. Forse non tutti sanno che, circa 40 o 45 anni fa, gli amministratori dell'epoca avevano immaginato un futuro sportivo per quest'area: nei piani originari, infatti, la pista d'atletica leggera della città sarebbe dovuta sorgere proprio alla Polveriera, prima che i piani urbanistici prendessero un'altra direzione.