NUCETTO - Nucetto e la Liberazione: appello alla pace nel segno del 25 aprile

L'amministrazione e la cittadinanza si ritrovano al Monumento ai Caduti per trasformare il ricordo del sacrificio partigiano in un impegno concreto contro le guerre

Alessandro Nidi 26/04/2026 09:20

In un presente globale scosso da profonde incertezze e dal riaccendersi di tragici conflitti internazionali, la comunità di Nucetto si è raccolta con solennità attorno al proprio Monumento ai Caduti per celebrare la Festa della Liberazione.  La cerimonia, voluta dall’amministrazione comunale, non è stata soltanto un tributo formale a chi scelse di sacrificare la vita per opporsi all'oppressione, ma si è trasformata in un momento di profonda riflessione collettiva sulla fragilità della pace. Il ricordo di chi ha lottato per la libertà è diventato così un monito attualissimo, richiamando ogni cittadino alla responsabilità di custodire i valori democratici come argine contro le tensioni che segnano la cronaca odierna. Il sindaco, Enzo Dho, ha sottolineato con forza la complessità del tempo attuale, evidenziando come le divisioni e le guerre che tornano a ferire il mondo rendano la memoria della Resistenza un bene ancora più prezioso da tramandare alle nuove generazioni.  La libertà conquistata decenni fa non può essere considerata un traguardo statico, ma un valore dinamico che richiede una difesa quotidiana attraverso le scelte consapevoli di ogni comunità. In questo contesto, l'appello alla pace lanciato dalle istituzioni locali si pone come l'unica via possibile per garantire una convivenza civile che onori davvero il sangue versato dai martiri della libertà. La partecipazione dei cittadini e delle autorità ha suggellato l'importanza di questo rito di passaggio generazionale, arricchito dalla presenza del parroco don Roberto e del maresciallo Giuliana Maria Arcuri, nuova comandante della stazione dei carabinieri di Bagnasco.  La loro condivisione di questo momento solenne ha testimoniato la compattezza delle istituzioni nel ribadire che, anche in un borgo di provincia, il 25 aprile resta il cuore pulsante di un'identità nazionale che rifiuta la violenza. La giornata si è conclusa con la consapevolezza che la pace, lungi dall'essere scontata, resta l'eredità più nobile da proteggere e consegnare intatta al futuro.