Martedì 7 aprile la Sala Romano dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida ha ospitato l’incontro di presentazione del nuovo assetto del Servizio Socio-assistenziale dell’Unione stessa.
L’evento, a cui è stata invitata la Conferenza dei Sindaci dei 36 Comuni per cui l’Unione ha la delega alla gestione delle funzioni socio-assistenziali, è stata l’occasione per conoscere le diramazioni e le aree di operatività del servizio, in un’ottica di avvicinamento al territorio e di maggior facilità di fruizione da parte dei cittadini, in sinergia proprio con le Amministrazioni e con gli enti locali.
Dopo i saluti di Fabio Mottinelli, presidente dell’Unione Montana nonché sindaco di Ceva, e di Alessandro Ingaria, sindaco di Priero, in qualità di Assessore alle Politiche Sociali dell’Unione, la dottoressa Eleonora Rosso, responsabile del Servizio Socio-assistenziale, ha illustrato le numerose e impattanti novità.
“Essere Comuni piccoli può essere un grande punto di forza.” Ha asserito la dottoressa Rosso. “Grazie alle dimensioni contenute, si riesce infatti a dare una risposta più precisa e puntuale alle singole esigenze dei cittadini”.
La riorganizzazione del servizio va proprio in questa direzione, in una presenza concreta e assidua che offra strumenti per gestire situazioni di fragilità su un territorio esteso, caratterizzato da numerosi Comuni con pochi abitanti e distanti tra loro. Innanzitutto, è stata riscontrata la necessità di un potenziamento degli sportelli di segretariato sociale, il che ha portato, per una maggior efficienza, alla suddivisione dei Comuni in 4 macro-aree, valutate in base al numero di residenti e di persone seguite sui territori: Ceva, che fa area a sé, Valle Tanaro, Valle Mongia e Langa Cebana e, infine, Alta Langa - Valle Bormida e Valle Cevetta. Questo riassetto non sostituisce, ma si affianca e si aggiunge, alla suddivisione dei referenti in aree di competenza per materia, e riporta al centro una competenza territoriale.
Le tre vallate avranno, una mattina a settimana in orario 9-12, la presenza di un’assistente sociale di territorio.
Nello specifico, il martedì a Garessio, il giovedì a Mombasiglio, in coincidenza con l’apertura dell’ambulatorio del medico di base, e il venerdì a Saliceto, in questo caso in concomitanza con il mercato settimanale. Gli accessi allo sportello saranno liberi e, nelle giornate in cui non dovessero esservi accessi, le assistenti sociali potranno approfittare della presenza in loco per esplorare la realtà in cui lo sportello è calato, rafforzando così l’efficacia del presidio socio-assistenziale e, laddove possibile, creando una rete con gli altri enti e gli altri servizi ivi presenti.
Resta ovviamente sempre possibile l’accesso, cinque giorni alla settimana, previa prenotazione, allo sportello di Ceva.
Restano, in ogni caso, attive le aree target (minori, famiglia e disagio adulto; anziani e disabili) e viene individuata, quale nuova, quella di supporto rendicontativo e integrazione socio-sanitaria.
L’attività del Servizio Socio-assistenziale si incentra poi su cinque pilastri d’azione che offrono le linee guida per la progettazione e per la concreta messa a terra di iniziative e attività: la prevenzione del disagio giovanile, l’autonomia degli anziani, l’assistenza a cittadini stranieri con background migratorio, il progetto SIL – Servizio Inserimento al Lavoro e il lavoro di comunità.
La prevenzione del disagio giovanile, vera emergenza dei nostri giorni, viene affrontata con più azioni. In primis, il raccordo con gli spazi giovani esistenti, l’avvio del progetto europeo Piter Paysage, focalizzato sulla promozione del benessere attraverso natura e sostenibilità, quindi le attività del progetto “A chi tocca”, rivolto alle scuole, per rafforzare il lavoro di rete in tema di fragilità.
L’autonomia delle persone più anziane passa invece attraverso il rafforzamento del lavoro dell’OSS di comunità, la promozione della misura di affido diurno e iniziative socializzanti che permettano di superare l’isolamento sociale.
Per i migranti è stata invece avviata la sperimentazione dello Sportello OR.ME – Orientamento e Formazione. Il suddetto sportello, aperto una volta ogni quindici giorni presso la sede dell’Unione Montana, accoglie le istanze e le esigenze dei cittadini stranieri sia facendosi carico direttamente delle problematiche socio-assistenziali, sia indirizzandoli a mediatori e a operatori che possano occuparsi degli aspetti più strettamente legali e burocratici.
Il servizio di inserimento lavorativo (SIL) sarà potenziato e presidiato da parte del servizio sociale, quale opportunità di lettura dei bisogni e delle competenze specifiche di adulti con disabilità o persone fragili, finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro attraverso tirocini o PASS – Percorsi di Attivazione Sociale Sostenibile.
Infine, il lavoro di comunità è il pilastro per il quale il Servizio Socio-assistenziale richiede direttamente il coinvolgimento dei Comuni. Gli spazi in cui tenere eventi e svolgere attività, le associazioni locali che possano supportare le iniziative socio-assistenziali, i desiderata dei cittadini, diventano i punti fondamentali di una mappatura da realizzare insieme, per implementare giorno dopo giorno, un servizio di fondamentale importanza per l’intera collettività.
Il Servizio Socio-assistenziale dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida, nella sua nuova forma, si conferma come presidio di inclusione, assorbito nel tessuto delle comunità, portavoce, difensore e punto di riferimento per le istanze dei più fragili.