Un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale per chiedere chiarezza, interventi immediati e una difesa concreta dell’ospedale di Mondovì. È questo il messaggio emerso durante l’ultima seduta consiliare, nel corso della quale il sindaco, Luca Robaldo, ha espresso forte preoccupazione per la situazione della sanità territoriale e per le criticità organizzative che stanno interessando il “Regina Montis Regalis”. Al centro del dibattito la grave carenza di personale medico e infermieristico, aggravata – secondo quanto evidenziato nell’ordine del giorno – anche da scelte organizzative ritenute discutibili. Tra i casi più delicati, le dimissioni di quattro medici radiologi, compreso il primario, oltre alle difficoltà emerse nei reparti di chirurgia, Dea e ginecologia. Robaldo ha sottolineato poi la mancanza di un adeguato coinvolgimento dei sindaci del territorio rispetto alle problematiche dell’ospedale e alle tempistiche necessarie per affrontarle: “Nell’ultimo comitato dei sindaci non era presente nemmeno un delegato dell’Asl Cn1, né il personale incaricato di verbalizzare la seduta”, ha dichiarato. Il primo cittadino ha quindi ribadito la condivisione della presa di posizione sottoscritta dai 64 sindaci del Distretto sanitario, che va da Briga Alta a Dogliani: “Ci siamo riuniti due volte e tutti i primi cittadini sono fortemente preoccupati per l’andazzo – non saprei come altro definirlo – assunto dalla direzione generale della nostra Asl”, ha affermato. Un segnale importante, secondo Robaldo, è arrivato proprio dall’unità politica registrata in aula: “L’ordine del giorno è stato sottoscritto da tutti i capigruppo, indipendentemente dalle appartenenze politiche o civiche. È un bel segnale di compattezza del territorio”. Pur criticando alcune scelte della direzione generale dell’Asl Cn1, il sindaco ha voluto esprimere apprezzamento nei confronti del personale sanitario e delle realtà che sostengono la sanità: “Dobbiamo valorizzare le persone che lavorano in ospedale nonostante tutte le difficoltà e gli errori organizzativi a cui nessuno è immune”, ha asserito. Robaldo ha inoltre evidenziato il prezioso ruolo della Fondazione Ospedali Mondovì e Ceva, presieduta dalla professoressa Mariangela Schellino, che ha già erogato oltre 260mila euro a sostegno della sanità locale grazie al contributo di 24 soci, in gran parte imprenditori del territorio: “Quando ci è stato detto di tirarci su le maniche e affiancare il percorso della sanità pubblica, noi lo abbiamo fatto - ha spiegato Robaldo -. È giusto che l’impegno del territorio venga ricambiato da chi ha il dovere di riorganizzare il servizio e fornire spiegazioni agli amministratori locali”, ha aggiunto. Nel suo intervento il sindaco ha ribadito la centralità della sanità pubblica: “Le difficoltà sono oggettive a livello nazionale, ma la sanità è e deve restare pubblica. Ha sempre funzionato e non può essere privatizzata”. L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale incarica il sindaco di sollecitare un piano operativo immediato per garantire la continuità del servizio di Radiologia, anche attraverso contratti a tempo determinato e collaborazioni esterne, oltre a farsi portavoce presso Regione Piemonte e Asl Cn1 della volontà del territorio di difendere l’ospedale di Mondovì e impedirne qualsiasi ridimensionamento.