GARESSIO - Riorganizzazione 118 a Garessio, se ne parla anche a Mondovì: "Va rivista la rimodulazione del servizio"

Durante il Consiglio comunale del 29 maggio, il sindaco, Luca Robaldo, ha manifestato la preoccupazione da parte dei primi cittadini della valle Tanaro

Alessandro Nidi 30/05/2026 07:50

Fra le principali preoccupazioni emerse nel confronto tra i sindaci del Distretto sanitario del Monregalese c'è anche il futuro del servizio di emergenza-urgenza 118 a Garessio. Un tema particolarmente sentito nei Comuni della valle Tanaro, dove amministratori e cittadini guardano con apprensione alla rimodulazione annunciata da Azienda Zero, l'ente regionale che coordina il sistema dell'emergenza sanitaria in Piemonte. Una questione che Cuneodice.it ha seguito da vicino nelle scorse settimane, dando voce e spazio agli amministratori del territorio e ai rappresentanti della sanità pubblica, e che è tornata in auge in occasione del Consiglio comunale di Mondovì, andato in scena nella serata del 29 maggio. Il sindaco del capoluogo monregalese, Luca Robaldo, ha spiegato come i primi cittadini del territorio abbiano manifestato la necessità di rivedere le nuove modalità organizzative del servizio. In particolare, la preoccupazione riguarda la decisione di impiegare sulle ambulanze personale infermieristico in sostituzione della presenza del medico a bordo. “Azienda Zero ci ha comunicato che sulle ambulanze non è più previsto personale medico, ma esclusivamente infermieristico”, ha spiegato Robaldo. Una scelta che ha suscitato interrogativi soprattutto nelle aree più periferiche e montane, dove i tempi di percorrenza verso gli ospedali possono risultare più lunghi e dove il servizio di emergenza rappresenta un presidio fondamentale per la popolazione. Sul tema si è già aperto un confronto tra gli amministratori del territorio. Lo stesso Robaldo ha riferito di aver approfondito la questione insieme al presidente del Distretto sanitario, Franco Bosio, e al sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli, incontrando anche i rappresentanti del sindacato degli infermieri. “Da questo confronto abbiamo compreso che si tratta di una situazione che non riguarda soltanto il Piemonte”, ha sottolineato il primo cittadino monregalese. “Anche in altre regioni italiane, tra cui la Toscana, si sta andando nella stessa direzione, con modelli organizzativi che prevedono una maggiore presenza infermieristica sui mezzi di soccorso”. Nonostante ciò, i sindaci intendono chiedere ulteriori garanzie sulla qualità e sull'efficacia del servizio, soprattutto nei territori più decentrati. Per questo motivo è in fase di sottoscrizione un documento condiviso dagli amministratori locali che sarà consegnato all'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, il prossimo 4 giugno, in occasione della sua visita in provincia di Cuneo. L'obiettivo è portare all'attenzione della Regione le preoccupazioni del territorio e aprire un confronto sulle possibili ricadute della riorganizzazione del servizio di emergenza, affinché vengano garantiti standard adeguati di assistenza e sicurezza per tutti i cittadini della Granda, con particolare attenzione alle aree montane e alle zone più lontane dai principali presidi ospedalieri.