ROCCA CIGLIE' - Rocca Cigliè, il TG4 racconta la rinascita dei terreni incolti

Il piccolo borgo dell'Alta Langa punta sulla valorizzazione dei campi abbandonati per sostenere economia, territorio e comunità

Alessandro Nidi 09/02/2026 07:02

Rocca Cigliè, piccolo borgo dell’Alta Langa ubicato a 600 metri sul livello del mare, è stato protagonista di un servizio del TG4 dedicato al progetto di recupero dei terreni incolti, avviato nel 2015 dal Comune guidato dal sindaco Luigi Ferrua. L’iniziativa mira a riportare in attività i campi abbandonati da decenni, trasformandoli in vigneti e spazi agricoli produttivi, capaci di attrarre nuove aziende e investimenti sul territorio. Negli ultimi anni diverse imprese, provenienti anche da zone limitrofe, hanno acquistato terreni e impiantato nuovi vigneti, contribuendo a mantenere ordinati i campi e a valorizzare le caratteristiche dell’area geografica. Dopo il trasferimento negli anni Novanta di molti diritti di reimpianto verso zone più prestigiose, i campi di Rocca Cigliè rischiavano di restare abbandonati. Oggi il progetto ha invertito questa tendenza, ridando centralità alla terra e riportando interesse economico nelle campagne del paese. Il recupero dei terreni non è stato però privo di sfide. Gran parte delle attività agricole rimane stagionale, concentrata sulla vendemmia o sulla raccolta delle nocciole, senza generare un valore aggiunto stabile in termini di occupazione continuativa o servizi per la comunità. Nonostante ciò, il progetto ha creato nuove opportunità e stimolato un rinnovato legame tra il territorio e le realtà aziendali che vi investono. Sul piano demografico, Rocca Cigliè riflette le inevitabili difficoltà dei piccoli borghi: al 31 dicembre 2025 contava 125 abitanti, due in meno rispetto all’anno precedente. Il saldo naturale è negativo, con due nascite e tre decessi, mentre quello migratorio mostra un lieve deficit. Tra gli abitanti, tredici sono stranieri, evidenziando una presenza multiculturale in una comunità piccola ma attiva. Il progetto di recupero dei terreni ha beneficiato del fondamentale sostegno dei fondi pubblici. Nel 2023 il Comune ha ottenuto 500mila euro per la messa in sicurezza di un versante a rischio frana, un intervento fondamentale per proteggere i campi e la viabilità agricola. Per gestire i lavori senza compromettere la cassa comunale, l’amministrazione ha utilizzato le rendicontazioni SAL (stato avanzamento lavori), che hanno permesso pagamenti scaglionati alle imprese, completando l’intervento in tre anni. Tra i dettagli del servizio, il giornalista Marco Graziano ha registrato un segmento all’interno della chiesa di Santa Brigida, risalente al XVIII secolo, simbolo della storia e dell’identità culturale del borgo, a testimonianza di un territorio che unisce tradizione e innovazione. Rocca Cigliè rappresenta un esempio concreto di come il recupero dei terreni incolti possa diventare un motore di sviluppo locale, capace di coniugare valorizzazione economica, tutela del territorio e sostegno alla comunità. Una dimostrazione di come anche in piccoli centri caratterizzati dallo spopolamento e dall’abbandono dei campi, la strategia giusta possa trasformare i terreni trascurati in opportunità concrete, dando nuova vita a tutta la comunità e mantenendo viva la memoria storica del territorio.