MONDOVÌ - Sanità monregalese: a un mese dalla visita dell'assessore Riboldi "qualcosa si muove"

I sindaci di Mondovì, Ceva e Monastero di Vasco tracciano il punto e annunciano un nuovo incontro con la direzione generale venerdì 17 luglio

L'assessore regionale Federico Riboldi

Alessandro Nidi 15/07/2026 08:50

L'attenzione sul futuro e sull'efficienza dei presìdi ospedalieri del Monregalese rimane altissima. A distanza di circa trenta giorni dal sopralluogo dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, i rappresentanti del territorio registrano i primi segnali di reazione da parte dei vertici sanitari, pur mantenendo un atteggiamento di vigile attesa e richiamando l'attenzione sulle criticità ancora da risolvere. Ad accendere i riflettori sulla situazione sono Franco Bosio (sindaco di Monastero di Vasco e presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto Socio-Sanitario), Fabio Mottinelli (sindaco di Ceva) e Luca Robaldo (sindaco di Mondovì). I tre primi cittadini hanno annunciato che incontreranno nuovamente la direzione generale il prossimo 17 presso il nosocomio di Ceva, un appuntamento cruciale per dare continuità al confronto. Nel fare il punto sullo stato dei singoli reparti, i sindaci evidenziano alcuni progressi significativi sul fronte del personale, un tema particolarmente caldo per la tenuta dei servizi. "Non viene meno la nostra attenzione e quella delle amministrazioni comunali dei Comuni del Distretto: per noi gli ospedali di Ceva e Mondovì restano la priorità. A poco più di un mese dalla visita dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, abbiamo assistito ad alcuni passi in avanti da parte della direzione generale. Confidiamo che l'attenzione garantita da Riboldi non venga meno e che questa attenzione venga percepita dalla direzione generale attraverso il continuo impegno a tutela degli ospedali di Mondovì e Ceva. Dobbiamo lavorare per mantenere attrattivi entrambi i nosocomi ed evitare che i concorsi banditi vadano deserti, come avviene purtroppo sempre più spesso nel settore sanitario”. Ospedali monregalesi, focus anche su Radiologia e Neurologia Bosio, Mottinelli e Robaldo si focalizzano poi sulla radiologia del “Regina Montis Regalis” di Mondovì. “Per quanto riguarda il reparto di Radiologia, ad oggi possiamo affermare che ai professionisti monregalesi si sono affiancati altri professionisti e che tuttora sono in corso le procedure per individuarne di ulteriori, così come la procedura per nominare il responsabile del reparto stesso. Vogliamo esprimere gratitudine ai radiologi che hanno deciso di continuare a operare a Mondovì e Ceva e dare il benvenuto a chi ha iniziato a lavorare qui. Al contempo, esprimiamo la necessità che si perseveri nella ricerca per garantire la piena copertura delle attività diagnostiche programmate, assicurando l’erogazione degli esami previsti in coerenza con la capacità produttiva del presidio ospedaliero”. A proposito del reparto di Neurologia, la cui primaria dott.ssa Grasso ha recentemente vinto il concorso presso l’ospedale di Cuneo, i primi cittadini ritengono “positivo che la direzione generale abbia concordato di mantenere una collaborazione atta a non privare il reparto della propria guida e, al contempo, abbia attivato le procedure per individuare un nuovo responsabile”. Se da un lato si registrano passaggi positivi per la gestione dei reparti di Radiologia e Neurologia, dall'altro restano aperti nodi strutturali ed organizzativi di fondamentale importanza. Tra questi, la necessità di individuare una figura di riferimento per la gestione quotidiana dei due ospedali e la necessità di fare chiarezza sul ruolo della medicina territoriale: "Resta, invece, necessario definire l'organigramma relativo alla gestione dei nosocomi di Ceva e Mondovì attraverso la selezione e la nomina di un direttore di presidio, figura determinante anche per garantire una interlocuzione efficace con tutti gli amministratori locali. Dubbi permangono, infine, sulle case di comunità e sulla loro reale operatività: senza un piano di comunicazione chiaro nei confronti dei cittadini queste strutture faticano finanche ad essere individuate". L'incontro del 17 luglio a Ceva rappresenterà dunque un passaggio chiave per verificare lo stato di avanzamento delle procedure avviate e per ottenere risposte concrete sulle questioni ancora in sospeso.